“Il Milan ci dir chi siamo. Ola Aina diventer un grande”


Walter Mazzarri, allenatore del Torino. Ansa

Walter Mazzarri, allenatore del Torino. Ansa

Raggiunto il sesto posto il Torino ora chiamato a difenderlo in due partitissime ravvicinate: dopo il Milan ci sar il derby. Mazzarri chiama la truppa alla massima concentrazione. “Prima di dare la formazione per San Siro guarder gli undici che ho in mente negli occhi. Se non li vedo come dico io, cambier le scelte. Il Milan ci dir che dimensione possiamo reggere”.

Gattuso teme il Toro, squadra abile tecnicamente e pure fisica.


“Gattuso sta facendo un grande lavoro sotto la pressione data dai grandi club, che conosco. Lui quasi all’esordio sta facendo benissimo. Certo hanno una rosa attrezzata ma quando ci sono tanti infortuni non facile cambiare certi equilibri. I numeri parlano per loro. In casa hanno perso solo contro la Juve e non c’ molto da aggiungere. Noi si deve fare una grandissima partita per uscire col risultato positivo”.

Come ha visto i suoi dopo gli impacci di Coppa Italia?

“La vera difficolt nel fare il salto di qualit della nostra rosa dipende dalla mentalit, se nasci in Inghilterra o in Francia diversa. Per se chi va in campo a San Siro non riesce a concentrarsi e a tirare fuori il suo meglio mi preoccuperei davvero. Mi sono arrabbiato quando non si visto il pericolo contro il Sudtirol. Per capita anche ad altri club, addirittura eliminati da una formazione di serie C. Se si sbaglia in queste gare di cartello, invece, mi preoccuperei tantissimo”

Due partite importantissime.

“A venticinque partite dalla fine non me la sento di dare definizioni importanti. Non bisogna sovraccaricare la squadra. Al top riusciamo a mettere in difficolt chiunque. Dobbiamo essere pi concreti quando siamo superiori agli altri”.

Modulo gi scelto?

“Ho fatto poche volte la difesa a quattro. Posso variare anche in partita in corsa. Ansaldi pu fare il centrocampista, di soluzioni ne ho tante. Ola Aina? Diventer un grande, al momento discontinuo. Zaza? Gli ho parlato, deve lavorare su se stesso allenarsi bene e mettermi in difficolt facendo i fatti. Quando arrivato la squadra era gi avviata, ci sono dei meccanismi ben definiti o si adatta lui o gli altri devono adattarsi alle sue caratteristiche”.

Dal nostro inviato Nicola Cecere 

© riproduzione riservata


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