Il controtenore Raffaele Pe: riscopro i tormenti di Giulio Cesare


Dimenticate Giulio Cesare il valoroso condottiero. L’opera barocca ne rovescia l’immaginario eroico per accreditare l’uomo prima del militare. Il suo trasporto amoroso, le sue umanissime incertezze e fragilit fisiche e emotive, spiega Raffaele Pe. Nato a Lodi 33 anni fa, un celebre controtenore (l’eredit dei castrati). Ha inciso con La Lira di Orfeo diretta da Luca Giardini il cd Giulio Cesare, un eroe barocco, che poi porter in scena, da Roma al Festival di Martina Franca. Dodici arie (tranne le quattro di Hndel) che per larga parte non si cantavano dall’800, o del tutto inedite.

La spedizione in Egitto e il suo assassinio

Come Sdegnoso turbine, da Giulio Cesare in Egitto che Carlo Francesco Pollarolo scrisse nel 1713 su commissione del cardinale Ottoboni, il mecenate di Corelli, Scarlatti, e di Hndel da giovane. Mi sono spostato dalla musicologia filo tedesca, per far notare che i grandi capolavori furono scritti da italiani, dai quali Hndel attinse a piene mani. Quali momenti di vita di Giulio Cesare si focalizzano nel barocco? Sono due: la spedizione in Egitto e il suo assassinio. Che venne mostrato per la prima volta agli spettatori in La morte di Cesare (1788) di Francesco Bianchi. Uno dei tanti barocchisti italiani dimenticati. Penso a Giacomelli la cui fortuna fu su scala europea. Sono presenti nel cd, frutto di tre anni di ricerche, tra Washington, Londra, Berlino e Italia. Si prendono due aspetti iconici: la giovinezza e l’efficacia in battaglia, e il momento di assoluta decadenza che divent drammatico. Ne La morte di Cesare, per la prima volta il vero eroe di fatto Bruto.

Bruto protagonista con i suoi rimorsi

L’omicida! E come viene dipinto? Bruto si trova di fronte a dover eliminare colui che gli aveva dato tutto, e oltre alla crudelt e all’atrocit del suo gesto c’ il rimorso. La scelta del compositore di dare al protagonista un registro di tenore e non di soprano, com’era costume dell’epoca, segnando la fine dei castrati, e aprendo la scena alle grandi voci tenorili che poi Rossini lanci nelle sue opere serie.

Trionfo e morte dei castrati

L’assassinio di Cesare, concorda Raffaele Pe, la metafora perfetta per raccontare ci che avvenne ai trionfatori dell’opera barocca, i castrati: La vocalit del controtenore fa le cose che un mezzosoprano o un tenore non possono fare, ed l’unica che si pu occupare in modo credibile del repertorio dei castrati, surclassati dal verismo secondo cui l’uomo in scena deve essere un omo. Stranamente dopo secoli il castrato riappare in una versione diversa, pi aggiornata; diversi celebri compositori, da Adams a Sciarrino, scrivono per noi.

Giulio Cesare tra House of Cards e Pablo Escobar

Quale condottiero o tiranno di oggi le piacerebbe cantare? Penso al personaggio di Kevin Spacey in House of Cards. La musica barocca (che spesso ci ha tramandato figure paludate o retoriche) fa di Giulio Cesare una figura estremamente moderna. Oggi non ci sono pi eroi o antieroi che hanno solo successo nella vita, spesso mostrano di s aspetti pi umani e deboli. Il narcotrafficante colombiano Pablo Escobar, al di l della sua efferatezza, era un miliardario che non faceva uso di droghe, e per certi versi ricorda Giulio Cesare quando asseriva di fare il bene della propria gente. Nell’umanizzazione di Cesare, entra l’amore: Compositori e librettisti, basandosi su fonti classiche, da Plutarco a Svetonio, raccontano il suo amore per Cleopatra e per Calpurnia. Da una parte manifesta il suo istinto protettivo (io mi prender cura di te), dall’altra esprime i suoi dubbi: Parto e vado in guerra lasciando da sola l’amata, o non parto e resto con lei?.

8 ottobre 2018 (modifica il 8 ottobre 2018 | 20:02)

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