“Ho una voglia feroce di rimettermi in discussione”


Gian Piero Ventura, nuovo tecnico del Chievo, insieme al presidente Campedelli. Lapresse

Gian Piero Ventura, nuovo tecnico del Chievo, insieme al presidente Campedelli. Lapresse

La tuta che porta addosso dice tutto. Gian Piero Ventura si presenta cos nella sala conferenze da nuovo allenatore del Chievo dove ha firmato fino a giugno del 2020. Ha appena sostituito Lorenzo D’Anna e ha un unico chiodo fisso: “Voglio fare calcio, volevo fare calcio, voglio continuare a fare calcio”. Il campo gli mancava. “Dopo il primo mese tremendo seguito all’avventura finita con la Nazionale non vedevo l’ora di…”. Rieccolo Ventura, esaltato, nella presentazione dal presidente gialloblu Luca Campedelli: “E’ un onore per noi che abbia accettato di venire qui. Spero sia una lunga collaborazione”. Ventura ci scherza su: “Cos finalmente mi regaler un panettone, non me ne ha mai regalato uno”.

Squadra
Poi spiega cosa bisogna fare: “Questa una sfida, e a me piacciono le sfide. Certo, un rischio enorme, dobbiamo compiere un’impresa, ma si pu tentare. L’importante recuperare al pi presto i giocatori, quelli infortunati e quelli che, finora, hanno giocato meno. Vedo tanta voglia tra i ragazzi, la stessa che ho io. Lavoriamo, per ora senza un’idea fissa di gioco, vedremo a seconda delle situazioni e delle partite. Ma vedo che i ragazzi sono spugne. E io sono molto eccitato. E, soprattutto, sto bene, questo quel che mi sento dire”.


nazionale e futuro
L’Italia di ieri sera l’ha vista distrattamente. “Senza audio, da lontano, ma solo perch ero a cena qui e parlavamo di quel che c’ da fare con la societ. Ma auguro tutto il bene a Roberto Mancini. Per me un capitolo chiuso, e il tempo ha detto tante cose, ma sar sempre tifoso della Nazionale e ho l’azzurro dentro”. Dal mondo del calcio gli sono arrivati tanti messaggi: “Anche da alcuni calciatori avuti in Nazionale”. Ventura pone l’accento su quel che ha fatto nella sua lunga carriera: “Risultati, soprattutto economici, tante plusvalenze”. Campedelli, che quella parola non vorrebbe pi sentirla, sorride. “Ho avuto anche qualche altra proposta, ma significava aspettare e ho colto questa opportunit. Felice di stare in un club cos. E con la speranza di godermi Verona, quando venni all’Hellas nel 2007 praticamente non visitai quella che credo sia una delle citt pi belle al mondo”. Ora sotto col Chievo. “La A un bene prezioso, bisogna far di tutto per tenerla”.

dal nostro inviato Francesco Velluzzi 

© riproduzione riservata


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