Festival dello Sport, Moser-Wiggins: l’incontro a Trento


Francesco Moser e Bradley Wiggins oggi a Trento. Bozzani

Francesco Moser e Bradley Wiggins oggi a Trento. Bozzani

A una rassegna sul Record difficile che ci sia un evento pi rappresentativo dell’incontro tra Francesco Moser e Bradley Wiggins, detentore storico e attuale del record dell’ora in bici, in uno dei clou della seconda giornata del Festival dello Sport a Trento. Il britannico ha fissato il primato in vigore a 54,526 km il 7 giugno 2015 a Londra. Sotto i riflettori insieme a loro anche le biciclette con cui hanno fatto le loro imprese, oltre alla “Espada” con cui Miguel Indurain ha fissato a 53.040 il suo record nel 1994, spiegata sul palco da Fausto Pinarello.

IL PADRONE DI CASA
Ad aprire i lavori, insieme al sottosegretario allo Sport Giancarlo Giorgetti, anche il presidente di Rcs MediaGroup Urbano Cairo: “Sono impressionato di quanto bella sia Trento, totalmente monopolizzata dal Festival, ha risposto benissimo. E’ un momento importante che lo sport sia in mezzo alla gente, ed importante che noi come Italia cerchiamo di far fare dei passi avanti al nostro movimento sportivo: abbiamo di fronte il modello dell’exploit della Gran Bretagna ai Giochi di Londra. Per i risultati ci vogliono investimenti, molto focalizzati”.


L’ITALIANO
Francesco Moser, un padre della patria da queste parti, una leggenda per tutto lo sport italiano, ha ricordato la sua doppia impresa del 1984 a Citt del Messico: “Nel 1975 avevo gi seguito la preparazione del tentativo del mio compagno Ritter”. In pi lui ci ha messo anche tante trovate tecnologiche, a partire dalla prima volta delle ruote lenticolari: “Il regolamento prevedeva che non si potesse usare la ruota carenata, cos abbiamo trovato un laboratorio tra i primi che lavorava la fibra di carbonio. E rispetto ad altri che lo tentavano durante la stagione o alla fine, io decisi di smettere e ripartire da capo per la preparazione”. Cos per la prima volta super la soglia dei 50 km con il record di 50,808 il 19 gennaio 1984, ritoccato quattro giorni dopo a 51,151.

IL BRITANNICO
Nato due settimane dopo la terza Roubaix vinta da Moser, Bradley Wiggins per la prima volta ha avuto l’occasione di incontrarlo: “Lo ammiravo in televisione, stato un’icona della mia infanzia, a livello di Merckx, ha fatto la storia, anche nel record dell’ora”. E poi ha raccontato la sua impresa: “La gente non capiva che le condizioni atmosferiche hanno un grosso impatto. Il mio stato pi un evento organizzato a uso e consumo degli spettatori e dei media, ma quel giorno c’era la pressione pi alta mai registrata a Londra, poi avevamo fissato la temperatura a 26 gradi che con l’effetto incrementale del pubblico sono diventati 36: l’ultimo quarto d’ora stato un inferno”. Lo stuzzica scherzoso Moser, ripensando alla propria esperienza: “Avresti potuto riprovarlo quattro giorni dopo, visto che avevi fatto la preparazione potevi aspettare la condizione migliore”. Due corridori completi, tra pista e strada. Due ere a confronto, tra il ciclista italiano con pi successi in carriera e un altro campione capace di vincere cinque ori olimpici e un Tour. Gente da record.

Dal nostro inviato  Giuseppe Nigro 

© riproduzione riservata


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