Brasile, deforestazione record in Amazzonia: +13,7 per cento in un anno


In un anno l’Amazzonia ha perso quasi 8 mila chilometri quadrati di foresta tropicale, una superficie grande come il Friuli-Venezia Giulia, e circa cinque volte la superficie di Londra. Sono le cifre ufficiali del governo brasiliano che indicano un aumento della deforestazione pari al 13,7. I dati, ottenuti tramite le osservazioni satellitari, riguardano il periodo agosto 2017 – luglio 2018 e sono tra i peggiori registrati negli ultimi dieci anni.

Gli Stati più colpiti sono quelli del Parà e del Mato Grosso
– primo produttore brasiliano di cereali – dove l’espansione dell’agricoltura sta mettendo in pericolo la foresta tropicale. Ma è anche l’implicazione della criminalità organizzata ad avere il suo peso. Per il ministro brasiliano dell’Ambiente, Edson Duarte, il fenomeno è proprio da attribuirsi all’inasprimento delle attività illegali della criminalità, che «agisce nel disboscamento dell’Amazzonia distruggendo le ricchezze naturali del Paese».

Osservatori e ambientalisti temono un ritorno al passato sotto la presidenza di Jair Bolsonaro: tra le promesse della campagna elettorale ha annunciato sia di voler diminuire le multe per chi danneggia la foresta, sia di voler indebolire il ruolo dell’agenzia ambientale. Il suo programma prevede, tra l’altro, la fusione dei ministeri dell’agricoltura e dell’ambiente, la perdita di potere dell’agenzia per l’ambiente e una riduzione delle multe per chi danneggia la foresta amazzonica. «Se Bolsonaro mantiene le sue promesse elettorali, la deforestazione dell’Amazzonia probabilmente aumenterà rapidamente e gli effetti si faranno sentire ovunque sul pianeta», ha spiegato all’Ap Paulo Artaxo, docente dell’ateneo brasiliano.

La situazione per l’Amazzonia non è sempre stata così nera. Dal 2004, anno in cui la foresta ha perso più di 27mila chilometri quadrati, il governo brasiliano ha preso delle misure che hanno portato a un notevole calo del fenomeno, che ha infatti raggiunto un picco negativo nel 2012, in cui la foresta ha perso solo 4.600 chilometri quadrati. Dal 2013 però il disboscamento ha ricominciato pian piano a salire, in seguito ad alcune concessioni governative. La crisi politica del 2016, con l’impeachment della presidente Dilma Rousseff, ha riaperto la strada alla riconversione di diversi terreni di foresta in pascoli e zone da coltivare: così soltanto tra il 2014 e il 2017 la deforestazione annuale è raddoppiata.

Gli esperti temono che si possa, in un futuro non molto lontano, raggiungere un punto di non ritorno
, come racconta Marcio Astrini, coordinatore di Greenpeace in Brasile, secondo quanto scrive il Guardian: «Esiste secondo gli scienziati un limite di disboscamento oltre il quale l’Amazzonia smetterà di essere una foresta, è stimato essere tra il 20 e il 30% e al momento siamo vicini al 20%».

28 novembre 2018 (modifica il 28 novembre 2018 | 17:38)

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