Blangiardo, scoppia il caso sulla legge 194: «Data di nascita? Si parta dall’embrione»


Roma Lui parla di un esercizio, come quello sulle tavole di nunziabilit che l’Istat faceva una volta: se io le facessi sulla probabilit di convivenza, non significherebbe che sono contro il matrimonio. Ma quella speranza di vita al concepimento ipotizzata anni fa in un editoriale su Avvenire e ribadita pi volte nel tempo (tanto da diventare una sorta di manifesto per le associazioni pro-vita), per il professor Gian Carlo Blangiardo, 69 anni, demografo dell’Universit Bicocca e candidato presidente Istat, rischia di trasformarsi in un tallone d’Achille e mettere in discussione il suo arrivo alla guida dell’Istituto nazionale di statistica.

Ieri le commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato lo hanno ascoltato in audizione: entro il 13 dicembre dovranno votare la sua nomina proposta dal consiglio dei ministri; lui dovr ottenere i due terzi dei consensi per diventare presidente. Ma la strada appare tutt’altro che in discesa. Anche fuori dal Parlamento. Ieri mattina, dalla sede dell’Istat a Roma pendeva uno striscione con la scritta Istat indipendente, stop Blangiardo. E su Change.org i lavoratori Istat hanno lanciato una petizione contro la sua nomina inadeguata.

Ancora una volta fanno discutere le sue posizioni su natalit e aborto. Rispondendo ai dubbi dei parlamentari (Loredana De Petris di Leu e Riccardo Magi di +Europa, soprattutto), Blangiardo ha spiegato il suo esercizio che fa partire l’aspettativa di vita dal momento del concepimento, cio dall’embrione anzich dalla nascita. Nel 2013 parl di un popolo dei non nati calcolando 5 milioni di aborti dai primi anni ’80. Ma questo – critica Magi – ti porta ad equiparare l’interruzione di gravidanza alla mortalit infantile e alle malattie e quindi abbassa la speranza di vita: non possibile che un presidente dell’Istat faccia questi calcoli. E pure De Petris attacca le prese di posizione sulla legge 194 che, come quelle contro lo ius soli e sull’immigrazione denotano un preciso schieramento politico che confligge frontalmente con la doverosa imparzialit che si richiede a un presidente dell’Istat. Blangiardo per chiarisce di non volere l’abolizione della legge 194: alle donne non dico “non abortite”, mi piacerebbe per che non dovessero abortire, magari creando le condizioni per evitarlo.

Ma tant’. Il professore non riesce a convincere i suoi interlocutori. Anche quando parla di immigrazione, rispedendo al mittente le accuse di razzismo, mi fa specie, io che ho due nipoti di colore, africane. Ribadisce di credere in un Istat pubblico e imparziale, che tale deve rimanere e sottolinea la sua di imparzialit, nonostante le accuse di una vicinanza eccessiva alla Lega: Non ci trovo nulla di strano nell’andare in sedi diverse a raccontare il mio pensiero: sono stato dalla Lega come dalla Cisl, nelle sezioni Pd come nelle parrocchie e nei circoli Arci e anzi, quella dell’Arci l’unica tessera che ho, me l’hanno appena regalata.

Dice Blangiardo di credere nella verit dei numeri che non vanno per mai e poi mai costruiti per assecondare chi ci ascolta, ma raccontare tutta la realt. Per sull’immigrazione aggiunge che qualcosa mancato: A volte non c’ stato l’uso corretto dei dati statistici, come nel caso dell’immigrazione, dove mancata una lettura onesta dei dati dell’Istat, ecco, io metto in discussione l’uso strumentale dei dati. Ammette per la sua poca esperienza internazionale, non amo fare reti, requisito invece richiesto dall’Europa per guidare un istituto nazionale di statistica. E sul suo curriculum si legge membro del Government Expert Group on Demographic Issues of the European Commission. Ma come? – si chiede Magi di +Europa -: quel gruppo non esiste pi dal 2012.

5 dicembre 2018 (modifica il 6 dicembre 2018 | 17:15)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi