Alice, morta a 16 anni per colpa dell’eroina gialla «Stava sbocciando»


Alice? Era bella, bella nei suoi sedici anni, l’et in cui tutto sboccia. Mario Bros, assistente tecnico scolastico, trova non si sa dove un poco di forza per sorridere. Mercoled pomeriggio sua figlia morta nel bagno della stazione di Udine. Stroncata da un’overdose di eroina gialla che la ragazza si iniettata in vena. Lo stupefacente, dal micidiale grado di purezza, venduto — con il monopolio in mano ai nigeriani — in un mix con altri farmaci. diffusissimo nel Nordest tanto da avere provocato altre morti per overdose. Almeno 18 dallo scorso anno, secondo gli atti di un’inchiesta della Procura di Venezia.

Il racconto del fidanzato

Mercoled Alice non era da sola. Accanto c’era il fidanzato con cui stava da qualche mese. Coetanei, sino allo scorso anno erano in classe assieme al liceo artistico Sello, 1.300 iscritti e la sede nel centro della cittadina friulana. Il ragazzo, dopo essere stato bocciato, ha lasciato gli studi senza fare altro, sostando spesso davanti alla stazione dove stato controllato pi volte dalla polizia. Proprio agli investigatori della squadra mobile di Udine, diretta da Massimiliano Ortolan, ha fornito un primo racconto considerato verosimile. Il sedicenne ha atteso Alice — mai trasandata, occhi azzurri e capelli neri che si piastrava spesso, forse con cura un po’ esagerata ammette la mamma Laura Vanelli, traduttrice di tedesco — fuori dalla scuola. Hanno preso un trancio di pizza raggiungendo a piedi la ferrovia. Poi sono entrati nel bagno del binario 1. Qui si sono iniettati l’eroina gialla nelle braccia — procurata da Alice, avrebbe detto il ragazzino cercando cos di discolparsi — e entrambi hanno perso i sensi. Quando lui si ripreso Alice era gi morta — secondo i primi risultati dell’autopsia sono stati trovati un edema cerebrale e uno polmonare compatibili con l’overdose — ma il sedicenne non se n’ accorto. Pensavo fosse svenuta, ha mormorato. Per questo l’ha trascinata fuori dal bagno, portandola sotto un lavandino e cercando di svegliarla versandole acqua sul volto. Movimenti notati da un addetto alle pulizie che ha chiamato la Polfer.

La disperazione dei genitori

Il resto lo aggiungono i genitori di Alice, Mario e Laura, 60 e 52 anni, separati da tempo anche se a vederli ora non si direbbe. Lui la sorregge davanti all’ingresso della piccola casa dove abita lei, a Palmanova, una manciata di chilometri da Udine, e assieme dicono che dopo che ci siamo divisi abbiamo continuato a vederci. Per nostra figlia e perch ci vogliamo bene. Attendevo che Alice mi telefonasse nel primo pomeriggio come spesso faceva quando non voleva rientrare in treno. Sarei andato a prenderla per portarla a casa in auto, racconta il pap che vive proprio dietro la stazione. Mario non ci gira troppo attorno: Non volevo che quel ragazzo frequentasse Alice. Quando erano assieme non avevamo controllo. Ma non potevo stroncare cos quella storia, c’era il rischio che si legassero ancora di pi. Laura invece assai pi brusca: mostra il cellulare e legge il messaggio che proprio marted ha indirizzato alla mamma del fidanzato di Alice: Tieni lontano tuo figlio da mia figlia. Poi spiega che lui la opprimeva, le chiedeva di stare fuori la notte. Mario e io ovviamente ci siamo sempre opposti. Ma l’eroina? Sar stata stupida, ma non me ne sono accorta: mesi fa, dopo ripetuti bisticci con la sorellina pi piccola, l’ho portata da uno psicologo perch quelle liti mi preoccupavano. Nessun segnale o sospetto… E poi figurarsi, lo scorso anno aveva lasciato un fidanzatino perch girava con del “fumo”. Alice era candida, ma forse troppo raggirabile.

6 ottobre 2018 (modifica il 7 ottobre 2018 | 17:03)

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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