A Palermo arrestato l’erede di Riina, il boss Settimo Mineo. Torna la «Cupola»


Per continuare a esistere, Cosa nostra torna all’antico e ricomincia dalle vecchie regole svelate da Tommaso Buscetta al giudice Giovanni Falcone. L’inchiesta della Procura di Palermo e dei carabinieri del comando provinciale che ha portato al fermo di quarantasei indiziati di associazione mafiosa certifica la ricostruzione della commissione provinciale della mafia, la Cupola che governava prima dell’assalto corleonese e dell’instaurazione della dittatura di Tot Riina. Morto il capo dei capi, altri boss meno famosi ma di lungo corso – il pi anziano, Settimo Mineo, ha ottant’anni, ha scontato varie pene in carcere compresa quella che gli fu inflitta nel primo maxi-processo istruito da Falcone e Borsellino – hanno rimesso in piedi l’organismo direttivo di Cosa nostra.

Il summit del 29 maggio

Gli inquirenti ritengono di aver raggiunto la prova di almeno una riunione svoltasi a Palermo il 29 maggio scorso, svelata da un’intercettazione di uno dei presunti quattro capimafia che hanno partecipato all’incontro. Si tratta di Francesco Colletti, che non ha ancora compiuto cinquant’anni e ai tempi del maxi era un ragazzino, oggi accusato di essere a capo del mandamento mafioso di Villabate, che la sera stessa del summit ne ha riferito a un suo sottoposto. Illustrandogli presenti, discorsi e regole. “Si fatta comunque una bella cosa, racconta il presunto boss, una bella cosa questa.. molto seria… molto…con bella gente.. bella! Grande! Gente di paese… gente vecchia… gente di ovunque… un bel discorso… la regola! Si parlato solo di regole oggi. E le regole sono, per l’appunto, quelle di un tempo, con i mandamenti che raggruppano le famiglie mafiose, e i capi-mandamento che parlano tra loro e si ritrovano nella Commissione per dirimere le questioni e risolvere i problemi, con il divieto di fare qualsiasi cosa nel territorio di competenza altrui – in particolare traffici illeciti – senza aver prima chiesto e ottenuto il permesso.

La vecchia regola

Non ti immischiare mai nelle cose che non ti appartengono… , continua il racconto di Colletti, dice ‘ma lo sai…non ti immischiare! non lo fare!’ giusta regola… Dice perch qua sta parlando chiunque.. gente che viene da una parte…e va da un’altra parte…perch magari si sente autorizzato… che siamo… amici nostri… cose… non autorizzato di niente… non c’ nessuno autorizzato… nessuno! Dice … ‘ una regola proprio la prima!… Nessuno autorizzato a poter parlare dentro la casa degli altri… siccome c’ un referente…’. E il referente di un mandamento mafioso va rispettato, chi non lo fa ne paga le conseguenze. Le decisione tra i responsabili delle diverse famiglie mafiose vengono prese nelle riunioni della Cupola e dopo che sono state deliberate non ci si pu pi opporre. “Si decide l e se ne vanno… subito… continua il resoconto di Colletti, se uno non vuole accettare si assume le conseguenze totali… dico se… se sono delicate io sono uno di quelli che non voglio essere mai accusato su quel tavolo di errori.

La parola dello zio

Il capo del mandamento di Villabate ha ascoltato le regole dalla voce di Settimo Mineo, che nella qualit di capomafia pi anziano viene ritenuto dagli inquirenti anche il nuovo capo della Cupola. E spiega che ora dovr a sua volta farle capire ai responsabili delle famiglie del suo territorio: Glielo dir… dico ‘non vi muovete se non me lo dite a me… non fate niente… fatemi questa cortesia… perch l dentro… quando si decide una cosa io non posso dire di no… quindi a malincuore poi arrivo e vi dico… vedete che siete stati messi fuori… d’ora in poi stai a casa… verr comunicato a tutti’. Rispetto alle nomine dei responsabili delle varie famiglie, Colletti dice di averne parlato con lo “zio Settimo”, e che nelle riunioni sono stati concordati dei nomi: “Per ci dobbiamo andare a mettere la persona… che loro mi hanno detto chi che gli piace…”. Alla fine della riunione, racconta il boss, “ci siano alzati e ci siamo baciati”. Poi se ne sono andati, non tutti insieme ma “a uno a uno”. Come fossero in una scena del “Il Padrino”.

4 dicembre 2018 (modifica il 4 dicembre 2018 | 16:22)

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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