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ALBUM DEI RICORDI Costo dell’amarcord quattro euro e ottanta. Li ha spesi, al telefono, Franco Devetag per mettere assieme tanti pezzi di storia della pallacanestro goriziana, quella dell’Unione ginnastica, e riaprire, in una magica serata d’agosto, il più bell’album dei ricordi che questa città possa orgogliosamente esibire.

Alfredo Miseri marca visita, nel senso che è di turno in ospedale. Toni Gaier anche, altrimenti questo questo pezzo l’avrebbe scritto lui, ma gli altri convocati ci sono tutti: o quasi.

E arrivano come dice in questi casi il manuale del cronista sportivo alla spicciolata. Ecco Bruno Gubana, assieme a Renato Bensa. Sono sempre uguali, alla faccia del calendario. Bruno ha scavalcato gli 87 e sta raccogliendo, con Aldo Rosa, il materiale per scrivere un libro. Sulla pallacanestro goriziana, ovviamente. Renato taglia, in questi giorni, il traguardo degli 82 ma, in camicetta, jeans e inseparabili mocassini, gliene sconti un buon 30 per cento.

Già i suoi mocassini tuona Tonino Zorzi, maglietta da golfista e solito piglio da paròn in cinque anni di allenamenti non l’ho mai visto con le scarpe da ginnastica. il fischio d’inizio. Nino Comelli ritorna ai tempi di Jim McGregor. Quando ci portò per la prima (e unica!) volta in America ci lasciò a. patatine e acqua. Con tre dollari al giorno, a testa, non ci potevano permettere altro!.

Dovevate meritarvelo interviene Giancarlo Mauri con la sua cadenza milanese. Xe qua dal ’67 ma no ga mai imparà il gorizian, commenta Franco Devetag. Alberto Ardessi prende di mira Waldi Medeot, la scovazzera, per la sua capacità di raccattare tutte quelle che adesso si definirebbero palle vaganti. No me passava mai la bala e la prima volta che lo ga fato me son confuso e no gò fato canestro.

Questa è gente fatta così. Ricorda l’errore, ma tutta Gorizia ricorda le migliaia di bombe dell’Albertone, il pupillo di Leo Terraneo e Sandro Vanello, due presidenti che hanno scritto pagine importanti di questa storia.

Alberto è rimasto in palestra, ma lì il canestro non c’è più; Waldi invece naviga nei mari del Sud. a Brindisi, piazza storica del basket, che ha portato per mano in B 1 cogliendo l’ennesima promozione. Paolo Bosini siede invece sulla panchina del Cordenons, ma con il pensiero di tanto in tanto ritorna a quel titolo italiano juniores conquistato nel ’68 con la Banda Bassotti di Bensa, quella di Silvani, Ceccotti, Ursic, Gazzillo.

Enzo Tomasella, il sorriso di sempre, rammenta le sue esperienze da emigrante: Maddaloni, Benevento, Napoli. Sarino Bisesi avrebbe potuto parlarci di quando giocava a Ragusa e studiava contemporaneamente all’Isef a Roma. Nino Comelli racconta di quando convinse Zorzi a prendere dall’Ardita Fabio Del Ben e il paròn ne approfitta per rievocare lo scippo di Lorenzo Carraro alla Goriziana (trattativa da veri briganti con l’Ardita) e il suo passaggio a Venezia.

Claudio Soro dialoga con Desio Flebus e Rino Bruni. Sono i Patriarca boys o, se preferite, i ragazzi di Sales. Desio e Rino arrivavano ogni giorno da Udine. Quando andavano in trasferta entravano in albergo dalla porta e uscivano dalla finestra. Ad aspettarli , al rientro, nella hall, Nino Comelli. Se il giorno dopo andava bene confessa stavo zitto, ma se perdavamo scattavano le multe.

Irrompe nella discussione Elvio Pierich. Ma cosa volè che sia, mi e Ardessi, alle Forze armate, a Vigna di Valle, ierimo sempre in puniziòn. I veniva a liberarne solo per far alenamento e per le partide. Elvio vive a Mirandola. Ha giocato fino a 42 anni e ora allena il settore giovanile. Con la sua cessione, allora, Giovanni Bigot riuscì a mettere in piedi la palestra della Valletta del Corno.

Vive in Emilia anche Giorgio Devetag, al secolo Ciucci. Fa il preparatore delle giovanili della Fortitudo, organizza tornei di Over 40, non ha perso un cent della sua vivacità.

I ricordi dilagano, le voci si accavallano, si potrebbe, più o meno tranquillamente, fare mattina. Ma gli sportivi. sono sportivi. Benito Zollia manda tutti negli spogliatoi. Parla del valore sociale che ha avuto la pallacanestro a Gorizia, della funzione formativa ed educativa dell’Unione ginnastica, ricorda il grande impegno e la passione di tanti dirigenti e poi di Livio Collini, Silvano Kristancic, Dudi Krainer. E poi chiude con un fioi come noi la mama. Sarebbe bello che continuasse a farli, però!.
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