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Overlapping Discrete Boundaries. Le tensioni urbane di 12 città Asiatiche: Foshan, Shenzhen, Kuala Lumpur, Singapore, Ho Chin Minh City, Hanoi, Macau, Seoul, Tokyo, Hong Kong, Taipei, Taichung, Bangkok, raccontate da Alessandro Carboni attraverso un archivio progressivo di appunti, immagini e testi.

Hanoi è una delle nuove città globali del 21 secolo. Centro politico, economico, turistico e culturale, Hanoi recentemente è entrata in concorrenza con le vicine città del Sud Est asiatico e negli ultimi 10 anni, con la fiorente regione del sud della Cina. La crescente urbanizzazione, il veloce processo di industrializzazione e la conseguente espansione economica, hanno trasformato la città in modo radicale: circa cinque distretti rurali sono stati recentemente inglobati nella città.

Il 10 ottobre 2008 (il 998 anniversario di Hanoi) il Primo Ministro ha emesso una direttiva e ha approvato una serie di progetti per commemorare l del 1000 Thang Long Hanoi. L è di migliorare ulteriormente la crescita economica e rendere più moderna e civilizzata la città attraverso la costruzione di imponenti edifici. In una recente riunione del comitato direttivo nazionale per le celebrazioni del millennio, il Vice Primo Ministro Nguyen Sinh Hung ha osservato che, invece di scegliere solo il 10 ottobre 2010 come giorno ufficiale per commemorare l del millennio di Hanoi, si dovrebbero estendere le celebrazioni dell per il prossimo decennio, ovvero dal 2010 fino al 2020. Egli ha sostenuto che la commemorazione della storia della città rappresenta un occasione di evoluzione e sviluppo per l nazione nel futuro decennio. Entro il 2020 l del governo è di trasformare l nazionale basata sull in una economina nazionale industriale.

Intorno al Long Bien Bridge, Il muro divide come un argine, il dentro e il fuori, il visibile e il non visibile. Oltre il muro, il ponte offre diverse possibilità . Da un lato, una parte semi visibile da fuori, ci sono diverse capanne e piccole costruzioni decadenti, che a cause della euforia economica vietnamita, sono state spinte sempre di più ai margini della città, oltre il muro e in certi casi sulle rive del fiume. Dietro, un mercato, centrale per le attività di commercio localizzate vicino al fiume. Il mercato in realtà rappresenta il confine oltre il quale si trova il Red River. Intorno al ponte, sono visibili i crateri, perfetti e circolari, lasciati dalle bombe. Perfette colline più basse al centro, più alte sui lati, sono il risultato dei continui bombarbamenti americani che hanno spostato la terra dal centro ai lati dell Il ponte è ancora in piedi e a me sembra proprio un miracolo.

intorno al Long Bien Bridge, Una mattina ho incontrato Tran Thuy Linh, abitante del villaggio galleggiante nato intorno all Bi Gia. Quando si arriva all Bi Gia si è esattamente al centro delle fiume, tra le due sponde. Da qui la città sembra lontanissima, ma è visibile da entrambi i lati. L è molto grande, gran parte coltivata. Sopra il ponte scorrono continuamente motorini,
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biciclette cariche di verdura e persone, come flussi impazziti. Ogni tanto un rumore grave si percepisce lontano. Il treno fumante mette a tacere tutti. Bisogna tapparsi le orecchie perchè il trenò è talmente vicino che il rumore del motore diventa insopportabile.

Red River visto dal Long Bien Bridge, Il villaggio è una affascinate griglia urbana galleggiante auto organizzata. Una stratificazione di subculture sconosciute persino a molti abitanti di Hanoi. Il gruppo più visibile è formato da 20 famiglie che vivono in un villaggio galleggiante. Prevalentemente immigrati senza carte e diritti, le famiglie sono arrivate da diversi angoli del paese in cerca di lavoro e di una nuova vita. Durante la stagione delle piogge, la massiccia quantità di acqua converte l area in un unico grande fiume.

Villaggio intorno al Long Bien Bridge, Ed è proprio a causa di questi cambiamenti stagionali che il villaggio diventa instabile, si muove e cambia forma; le case iniziano a “navigare”. Dopo le pioggie, nella stagione secca, quando il fiume si ritira, le case si riposizionano nuovamente, creando una nuova griglia. La notte, intorno al villaggio, gruppi di ragazzi orfani e senza dimora, occupano la parte ovest dell creando un accampamento notturno. La mattina è facile vedere vestiti, scarpe, materassi e le tracce dei fuochi accesi la notte nell della vegetazione. Il villaggio è un insediamento umano unico, un luogo dove urbano e rurale si incrociano, si compenetrano e convivono.

Azione intorno al villaggio e al Long Bien Bridge, La casa di Tran Thuy Linh, come le altre 10 che ho contato vicino alla sua, galleggia dolcemente su un piccolo lago formato da un cratere. Il lago durante la stagione delle piogge si riempe d permettendo a Tran Thuy Linh di spostarsi e navigare intorno all Lui e la sua famiglia sono arrivati tempo fa nel villaggio. La casa è piccola, ma molto accogliente. Le ampie finestre, permettono di vedere i campi e l intorno alla casa. Dalla porta del retro è possibile vedere le altre case dei vicini. Alcuni cucinano, altri lavano i panni. Da una piccola finestra un uomo immobile mi fissa. Mi chiedo come faccia a vedermi da cosi lontano. Nelle pareti della casa sono appese delle bandiere e alcune immagini. Ci sono anche alcuni disegni che raffigurano il ponte che la figlia di Tran Thuy Linh ha disegnato con i pastelli a cera.

Azione intorno al villaggio e al Long Bien Bridge, venuto qui ad Hanoi tempo fa quando l era prevalentemente agricola. Ogni casa nella città era circondata da giardini, alberi di banana e ibiscus. Io vivevo nel centro della città e c spazio per tutti. Oggi invece la città è diventata invivibile, gente che vive l accanto all e gli spazi tra le case sono diventati praticamente inesistenti. Tran Thuy Linh continua: che intorno ad un lago, vicino alla casa dei miei nonni crescevano salici e piante di loto. I miei nonni amavano fare il tè in un modo molto particolare e fantasioso. Durante la notte, quando i petali di loto si aprivano ,i miei nonni amavano mettere all le foglie di tè. Le foglie subito dopo, si richiudevano. All i nonni aprivano le foglie e bevevano il té intriso di profumo di loto. Thuy Linh lamenta il fatto che, come in altre città, la natura e il verde sono stati cancellati dal tumulto di grattacieli, palazzi e traffico. vuole tornare indietro e soprattutto la pressione della vita di oggi è terribile. E la gente è costretta a pagare a caro prezzo l di oggi a volte anche con la propria felicità. Possono ottenere ciò che vogliono, ma penso che in futuro le persone soffriranno di solitudine Tran Thuy Linh spiega “Io e la mia famiglia siamo stati costretti ad abbandonare il nostro quartiere e poco a poco, siamo stati emarginati in questa zona. Siamo agricoltori, ma costretti a pagare l per coltivare la terra. Più delle volte, non riusciamo a pagare completamente le spese”. Nel mentre mi offrono del te, e il figlio mi mostra un chitarra, regalata da una Ong che recentemente ha lavorato alla restaurazione di alcune case del villaggio. Ormai è notte. Rientro verso il ponte. In lontananza il flusso continua a scorrere. Le luci dei fari tracciano delle linee continue che attraversano da parte a parte le sponde del fiume.

Azione intorno al villaggio e al Long Bien Bridge, Il giorno successivo ho comprato dello spago, simile a quello comunemente utilizzato dagli agricoltori locali, per segnare i confini tra i vari terreni. La stessa mattina, ho deciso di ripercorrere lo stesso sentiero che dalle scale del ponte mi ha portato alla casa di Tran Thuy Linh. Con lo spago, ho misurato la lunghezza del sentiero. La distanza della casa di Tran Thuy Linh e il ponte,
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poteva rappresentare metaforicamente la distanza tra i due mondi sempre più lontani. 13 del D. Lgs. 196/2003.