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A 150 anni dalla morte, stata svelata l del paziente che permise a Paul Broca di individuare il centro cerebrale che presiede alla capacit di parlare, facendo fare alle neuroscienze un decisivo salto di qualit Louis Victor Leborgne era un piccolo artigiano parigino che per vent pronunci solo due sillabe misteriose, per cui ora viene avanzata una possibile spiegazione. Non sappiamo se, eseguendone l nell del neuroanatomista Paul Broca prevalse la compassione per il pover o una scintilla di soddisfazione per l di risolvere un questione scientifica. Certo che il Tan come l sempre chiamato Broca nelle sue relazioni scientifiche, rappresent un punto di svolta per le neuroscienze: il suo caso forn la dimostrazione che la nostra capacit di parlare dipende dall della corteccia cerebrale, e in particolare da quello che oggi noto come centro di Broca.

Fra i primissimi a sostenere l della corteccia cerebrale per la capacit di articolare un discorso era stato, a cavallo fra il XVII e XVIII secolo Emmanuel Swedenborg, scienziato e mistico svedese, ma sulla base di una semplice intuizione; fu solo agli inizi del XIX secolo, dopo le ricerche di Franz Josef Gall, il fondatore della frenologia, che prese piede la convinzione che le facolt mentali avessero la loro sede proprio nella corteccia. Tuttavia, ancora a met del secolo i neuroanatomisti litigavano aspramente su quale fosse il centro che presiedeva alla formulazione della parola. Gli studi di Broca sul cervello del paziente Tan diedero la risposta.

Ma chi era Se ne conosceva soli il cognome, ma ora una ricerca condotta da Cezary Domanski dell Curie Sklodowska a Lublino che firma un articolo pubblicato sulla rivista of History of Neuropsychology consente di dare una risposta pi completa. Una risposta cercata non per soddisfare una curiosit morbosa, ma dettata dal desiderio di dare un a chi ha, sia pur involontariamente, contribuito tanto al progresso della scienza. Come avvenne, per citare due altri famosi esempi, a Henrietta Lacks nella ricerca sui tumori, o, restando nel campo delle neuroscienze, a Phineas Gage. Ma anche, come sottolinea Domanski, per sfatare la diceria, alimentata proprio dall che si trattasse di analfabeta ignorante dalla classe sociale pi infima

Louis Victor Leborgne aveva iniziato ad avere problemi durante la sua giovinezza, quando aveva sofferto della prima crisi di epilessia. Ci non gli aveva tuttavia impedito di vivere in maniera autonoma nel terzo distretto di Parigi, dove lavorava producendo forme per scarpe per i calzolai. A trent per perse improvvisamente la parola.

noto scrive lo storico polacco se il danno al lato sinistro del cervello di Leborgne avesse a che fare con traumi subiti durante la crisi di epilessia, ma non sembra, come riportato in alcune recenti pubblicazioni, essere stato causato dalla sifilide, cosa che non stata mai annotata nei rapporti di Broca. La causa immediata del suo ricovero in ospedale era stato il suo problema di comunicazione. prosegue: fu ricoverato nell di Bic due o tre mesi dopo aver perso la capacit di parlare. Forse in un primo momento il disturbo era stato percepito come una perdita temporanea, ma il difetto si rivel incurabile. Dato che Leborgne era celibe, non pot essere affidato a parenti stretti, e trascorse cos il resto della sua vita (21 anni in totale) in ospedale la morte, Broca esegu un attento esame anatomico del cervello di Leborgne, premurandosi anche di conservalo presso il Mus Dupuytren di Parigi. Recenti scansioni del reperto hanno appurato che il danno subito era in realt pi ampio e profondo di quello rilevato da Broca.

Quanto all singolare sillaba che Leborgne riusciva ancora a pronunciare, Domanski avanza un forse azzardata ma sicuramente suggestiva, e la lega ai suoi ricordi d Louis Victor era nato nella suggestiva cittadina di Moret sur Loing, prediletta da Monet, accanto a uno dei diversi mulini ad acqua che la abbellivano.
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