ugg classic boots entrano in vigore le nuove regole per tutelare gli investitori

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MILANO Dopo i mutui subprime e le obbligazioni subordinate di Banca Etruria l del risparmio prova a fare la pace con i suoi clienti attraverso la promessa di maggiore trasparenza e di non indurre i piccoli investitori in tentazioni sproporzionate alla loro capacit di rischiare. Dal 3 gennaio entra in vigore la Mifid2, aggiornamento della “disciplina sui servizi di investimento”, affiancata da un nuovo regolamento sulla “condotta in materia di servizi di investimento” (definizioni Abi).

Come suggerisce la stessa sigla, la Market in Financial Instruments Directive di marca europea giunge cos alla seconda edizione. Che la prima abbia funzionato alla perfezione non si direbbe, solo sfogliando l delle memorie delle recenti crisi bancarie e dei risparmiatori che vi sono rimasti intrappolati. L del comparto che il salto di qualit arrivi con le nuove norme e i maggiori poteri alle autorit per contrastare i collocamenti illegittimi di prodotti troppo rischiosi per i portafogli nei quali vanno a finire.

Quello della proporzione tra propensione al rischio dei clienti e adeguatezza degli investimenti solo uno dei tasti sui quali batte la sterminata normativa. Bloomberg conteggia di 7mila pagine di regole, includendo le appendici varie: ce ne sarebbe a sufficienza per scrivere cinque o sei Guerra e Pace. Le banche e gli asset manager hanno speso 2 miliardi di dollari, in Europa, per prepararsi alla nuova normativa. Ecco in sintesi le principali novit previste.

TUTELA DEI RISPARMIATORI

Come ricordavano i servi Bilancio di Camera e Senato preparando la normativa, gi in base alle disposizioni della prima Mifid, banche e affini sono tenute a profilare i clienti per conoscenze, esperienze e obiettivi di investimento. Con la Mifid2 la norma viene integrata, “sia perch nel definire gli strumenti finanziari adeguati al cliente si fa esplicito riferimento alla necessit di individuare la capacit dello stesso di fronteggiare eventuali perdite e la sua predisposizione al rischio, sia in quanto, nel caso in cui l raccomandi una pluralit di prodotti o servizi, la valutazione di adeguatezza deve avvenire in relazione all pacchetto”. Sale dunque il livello d nel compilare il famoso questionario sulle proprie conoscenze e aspettative legate agli investimenti, con l che anche agli sportelli ci sia maggiore trasparenza nel somministrarlo. Inoltre banche e affini, quando effettuano consulenza agli investimenti, prima che la transazione sia conclusa, devono “condividere con il cliente le motivazioni che hanno portato a ritenere che l di investimento consigliata sia realmente rispondente alle sue aspettative”.

TRASPARENZA DELLE SPESE

La norma allarga gli obblighi di comunicazione alla clientela su costi e oneri connessi ai servizi di investimento o accessori: deve esser chiaro quanto si sborsa per consulenza, strumento finanziario in s ingresso o uscita dagli investimenti e modalit di pagamento dei servizi di investimento ricevuti. E deve esser altres chiaro quanto questi costi incidono sul rendimento offerto, in modo che si abbia una idea pi vicina possibile al guadagno “netto” che si prospetta. Le informazioni circa le voci di costo devono essere poi presentate in forma aggregata, per consentire al cliente di conoscere il costo complessivo. L deve essere continuo: costi e commissioni, ricorda l in una guida fresca di stampa, devono essere mostrati “con un calcolo puntuale o con una stima ben fatta, sia prima della sottoscrizione sia nel corso dell di solito a fine anno”. Nel primo caso, saranno pagati attraverso una commissione che viene fatturata direttamente al cliente. Nel secondo, invece, restano in piedi le “retrocessioni”, ovvero lo scaricare il costo della figura professionale nell dei costi per il collocamento dei prodotti. E vero che i prospetti dovrebbero esser pi chiari su questo punto, dicono gli esperti, ma forse una maggiore incisivit sarebbe stata auspicabile.

LA PAGELLA DEI RISCHI: ARRIVA IL DOCUMENO SEMPLIFICATO

Dopo le polemiche per il mancato utilizzo degli scenari probabilistici che descrivessero le prospettive per gli investimenti sottoscritti, arriva una specie di pagella che sintetizza il grado di rischio dello strumento finanziario offerto. Semplifica, dice l delle banche, soprattutto la comprensione e il confronto dei prodotti di investimento complessi, quali, a esempio, i prodotti strutturati, i fondi comuni di investimento alternativi, le polizze di investimento assicurative, i derivati. Il documento (che si chiama KID) riporta le caratteristiche chiave sul prodotto, il livello di rischio valutato in una scala da 1 a 7, il rendimento in base a diversi scenari del mercato, il costo totale e dettagliato e l del costo e delle commissioni sul rendimento. Il tutto armonizzato a livello europeo.

CHI PAGA LA RICERCA

Nell finanziaria ha fatto molto discutere il fatto che le ricerche utilizzate dai gestori di fondi per prendere le loro decisioni (paginate di grafici e analisi su come si muover questo o quel titolo, o come un potr cambiare il corso delle valute e via dicendo) diventeranno a pagamento. Il passo dovrebbe servire a separare con maggior decisione l di analisi da quella di trading, che ha dato vita a non poche distorsioni. E evidente che produrre documenti in grado di muovere i mercati ed essere insieme un operatore pesante sul mercato fa scattare il campanello d del conflitto di interessi. D in avanti, i costi per la ricerca dovranno essere scorporati da quelli per i servizi di brokeraggio offerti. La previsione di Bloomberg che i costi delle ricerche saranno bassi e che qualche analista rischier il posto.

DARK POOL

Una buona fetta degli scambi avviene fuori dai mercati tradizionali, soprattutto quando si tratta di singoli ordini dai valori ingenti. Per i regolatori questa fetta diventata troppo grande: Mifid2 pone un limite. Solo l dei volumi di un titolo possono esser scambiati nelle cosiddette “dark pool”.

Gli intermediari saranno portati a tener traccia molto pi sistematica di quel che fanno, per permettere alle Autorit finanziarie di intervenire con maggiore tempestivit e ricostruire quel che accade sui mercati con pi velocit e precisione. Per quel che concerne il rapporto con i risparmiatori, ancora l ricorda che le Autorit di controllo europee (come l o nazionali (nel nostro caso, Consob e Banca d possono sospendere la vendita di alcuni strumenti finanziari se li ritengono una minaccia per la protezione degli investitori. Se preso alla lettera, non ci saranno pi scusanti sulla scarsa incisivit degli strumenti di controllo a disposizione della Vigilanza che stata pi volte richiamata nella recente Commissione parlamentare d sulle crisi bancarie.
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