ugg prezzi italia Il forum di Planetmountain Leggi argomento

ugg prezzi italia Il forum di Planetmountain Leggi argomento

ugg boots clearance Il forum di Planetmountain Leggi argomento

Ciao! Io sono diabetico insulinodipendente e credo che oltre a chiedere al tuo medico la cosa migliore sia “sperimentare su te stesso” cioè nel senso provare e riprovare fino a conoscere il tuo corpo al meglio. Oltre a controllare la glicemia cerca di capire che effetto ha sul tuo metabolismo la singola unità di insulina: sicuramente lo saprai nella vita di tutti i giorni ma è importante saperlo anche quando il tuo corpo è sottosforzo. Sicuramente un’attività aerobica come l’alpinismo, l’arrampicata e il trekking hanno effetti più che positivi sulla glicemia. Ogni medico consiglia al paziente diabetico un’attività aerobica per migliorare il livello glicemico. Tempo fa su una rivista medica avevo letto dei benefici del nord walking sul diabete.

Personalente durante lunghe escursioni di diverse ore o uscite alpinistiche previo controllo glicemico regolo l’insulina di conseguenza e in alcuni casi evito proprio di farla nel caso la glicemia fosse bassa: uno spuntino veloce durante una breve pausa basterebbe solo a riportarla a livelli normali e ulteriore attività fisica non farebbe che abbassarla. Durante uscite fisicamente impegnative mi capita abbastanza spesso di non fare insulina per non abbassare ulteriormente la glicemia. Alla partenza cerco di non avere la glicemia normale ma un pò più alta (diciamo 160/180) in modo da avere una riserva energetica fino all’ora dello spuntino/pranzo (dopo mezz’ora di attività aerobica contnua la glicemia tende ad abbassarsi). Su consiglio del mio medico diabetologo non faccio mai attività fisica con glicemia sopra i 240 in quanto si innesca un meccanismo di distruzione dei lipidi: nel caso faccio una o due unità di insulina e dopo mezz’ora la ricontrollo.

Discorso molto diverso e differente è quello relativo all’arrampicata sportiva e il boulder perchè l’attività è concentrata in pochi minuti (nel caso del boulder pochi secondi) e almeno che non si facciano ripetizioni rapide sulla stessa via di grado semplice l’attività aerobica è più limitata rispetto al trekking, al nord walking o all’alpinismo.

Per diverso tempo ho creduto che evitare di mangiare fosse produttivo però mi sono accorto che a metà giornata rimanevo senza energie. Normalmente cerco di fare uno spuntino (panino e/o frutta regolando l’insulina a seconda di ciò che mangerò) prendendomi un’oretta di tempo per non rischiare un’ipoglicemia dovuta magari ad una digestione tardiva.

Se ti va fammi pure qualche domanda diretta: se posso esserti d’aiuto ne sarei più che felice. Io personalmente credo di aver raggiunto un certo equilibrio ma sicuramente uno scambio di opinioni può essere produttivo anche per me.

Ho un figlio, di 11 anni, con il tuo stesso problema da 3 anni. Sinceramente all’inizio e durante le escursioni, anche lunghe e impegnative, non varia sostanzialmente le dosi di insulina (sì, in genere si fa meno unità al mattino ma non sempre); mangia al solito ma credo che questo quadro dipenda sopratutto dal fattore età e conseguente metabolismo.

Penso che Lucapolu ti abbia comunque dato degli ottimi spunti, ma senz’altro tu in prima persona sarai in grado di gestire le situazioni.

In ogni caso, qualsiasi altra esperienza diretta in merito al problema potrebbe essere motivo di confronto e di utilità; come genitore sono molto interessato a ulteriori interventi e in ogni caso buone salite a tutti e due.

Volevo ringraziarvi tutti. La mia situazione è alquanto strana. Innanzitutto, sono diabetico dall’età di 6 anni ed ora ne ho 40.

La cosa veramente difficile è capire come “ragiona” il mio fisico.

Durante l’arrampicata ho scoperto che l’adrenalina fa schizzare la glicemia alle stelle.

Per quanto riguarda scialpinismo ed alpinismo dipende dalle volte. In alcuni casi, dopo gite di 45 ore mi sono trovato glicemie sui 130 (per le quali farei firma!!) ed altre volte rare per fortuna con glicemie sopra i 200.

Probabilmente sbaglio proprio il tipo di alimento che ingerisco.

Che sia meglio orientarsi su farinacei come crackers o fette biscottate che hanno tempi di assorbimento/rilascio più lunghi ma decisamente costanti?

Sul consiglio di rivolgermi al diabetolo. Beh, l’ho fatto ma non ho avuto risposte soddisfacenti ahimè.

sì, lo so, perchè ho una sorella diabetica anche lei dall’età di 8 anni, e ora ne ha 47. Ho visto i problemi su di lei, e quindi so a cosa può portare (anche se al mio “bimbo” ancora non glielo abbiamo detto).

Sto cercando di fare mente locale, tante volte vai in automatico, e penso a quello che mangia prima delle uscite, sia in montagna che in grotta con me. In queste occasioni generalmente fa colazione con fette biscottate, il più delle volte con nutella sopra,
ugg prezzi italia Il forum di Planetmountain Leggi argomento
perchè il medico che lo segue ci ha detto che seppur presente il cioccolato, che non andrebbe bene, nella nutella ci sono grassi che prolungano la sua assimilazione e quindi è un buon compromesso (ovvio, senza esagerare); latte magari con dentro cereali conclude il tutto. ome detto finora non abbiamo mai notato sbalzi pericolosi nelle sue glicemie, come neanche nelle uscite in grotta prolungate anche di 5/6 ore.

Se però ti può servire da spunto, Luca fa anche Judo. Di norma poco prima della gare la glicemia si alza, non di tanto ma si alza (ho sempre pensato dovuto alla tensione). Avevo letto anch’io di non fare attività al di sopra di un certo valore ma finora non gli abbiamo mai fatto qualche unità in questi casi. A fine gara lo facciamo mangiare se ne ha voglia, se necessario alziamo di una unità alla sera e manteniamo le stesse unità per la lunga della notte. In genere al mattino si sveglia con valori normali, talvolta quasi in ipo.

Mi rendo conto della difficoltà di trovare un diabetolo che segua bene la persona. Mia sorella, che abita a Milano da anni, era in crisi proprio per questo problema, si faceva dosi spropositate di insulina con valori sempre alti. Poi, mesi fa, è stata ricoverata a Vicenza, per la sindrome del piede di Sarcò (non so se si scrive così.). Prima dell’operazione l’ha seguita un diabetologo che l’ha rimessa. a nuovo.

Se mi vengono in mente altri spunti ve li girerò.

Io ho 28 anni e sono diabetico dall’età di 20 (alla faccia del diabete giovanile!!!). Per quache anno ho fatto fatica ad abituarmi al diabete: mangiavo fuori pasto, non controllavo la glicemia, facevo praticamente finta di non averlo. Ho rischiato grosso ma dopo qualche anno ho imparato ad avere consapevolezza della mia malattia (anche se non mi piace chiamarla malattia) e a prendermi cura di me stesso. Fortunatamente ho raggiunto un equilibrio! Scrivo fortunatamente perchè anche adottando tutte le precauzioni possibili c’è chi non riesce a stabilizzare la glicemia. Naturalmente a volte ho delle ipoglicemie (o delle iper) però tutto sommato non posso lamentarmi. Credo che lo strumento migliore che abbiamo per controllare il diabete siano gli stick: più se ne fanno e meglio è. Naturalmente bisogna anche sapere cosa fare in caso di iper o ipoglicemie. Una giovane dottoressa mi ha consigliato questo: ha calcolato (non chiedetemi come) quanto incide una singola dose di insulina rapida sulla mia glicemia. Nel mio caso so che una unità mi abbassa di 50 la glicemia quindi so che se ho una glicemia superiore a 190 posso fare (o aumentare la dose sel caso dello stick prima dei pasti) di una unità. tra 190 e 240 di 2u, tra 240 e 290 di 3 fino ad un massimo di 4u. stessa cosa per ciò che riguarda le ipoglicemie: se prima di pranzo ho la glicemia inferiore di un tot sottraggo unità utilizzando lo stesso sistema. Nel caso di ipoglicemie dopo i pasti mi ha consigliato due cucchiaini di zucchero (o un bicchiedere di bevanda zuccherata) nel caso io voglia alzare la glicemia di 50. Sembra funzionare bene. Uno dei miei dubbi più grandi era come comportarmi precisamente in caso di ipo o iper.

Un consiglio che mi sento di dare è quello di essere abitudinari nel mangiare: dopo un pò si arriva a capire quasi alla perfezione cosa e quanto si può mangiare senza dover avere degli sbalzi glicemici. Sperimentare sperimentare sperimentare fino a raggiungere un equilibro.

Una delle mie difficoltà sono le cene tra amici e quelle con i parenti (per esempio quelle delle ricorrenze) ma cercando di non esagerare e con un paio di unità in più si risolve tutto.

A grandi linee è quello che facciamo anche noi, aumentiamo o diminuiamo anche di 1/2 unità, ma ciò è dovuto sia alla sua età che al suo peso (magrolino).

Paradossalmente invece adesso è costretto a mangiare quasi più di prima, ma sempre regolarmente come giustamente dici. Il problema semmai è variare i tipi di carboidrati (oltre a sapere il contenuto di zuccheri di uno o quell’altro alimento),
ugg prezzi italia Il forum di Planetmountain Leggi argomento
ma per farti un’esempio se alla sera si mangia una bistecca con del riso è quasi sicuro che prima di addormentarsi dovrà assumere qualcos’altro altrimenti mi va in ipo.

Ricordando i tempi in cui mia sorella era piccola e noi fratelli mangiavamo di nascosto per non farla soffrire, devo dire che con lui (grazie sicuramente alla scienza e conoscenza che sono migliorate) le cose non sono particolarmente impegnative.

Ad Andrea: io non sottovaluterei le ipo. Potenzialmente sono le più dannose. Ma sono certo che questo già lo sapevate. Ovviamente, l’età di tuo figlio incide. A 11 anni si è iper attivi.

La cosa che non ho mai approvato è che i genitori di bambini diabetici siano quai convinti di avere a che fare con un incapace. Per fortuna voi state dimostrando l’esatto opposto!! 5/6 ore in grotta ed alpinismo e Judo? Direi encomiabile.