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Dall’improvviso aggiornamento sul sistema di controllo dell’audio delle sessioni di streaming su Twitch alla modifica delle politiche dell’usato di Gamestop, dal ritorno del team che ha dato i natali alla straordinaria saga ruolistica di Darksiders alle polemiche al supposto “insuccesso commerciale” di Wii U causato nientemeno che dal nome stesso della console Nintendo, inauguriamo nel migliore dei modi questa settimana riprendendo il nostro appuntamento del lunedì mattina con le Pagelle di Gamesblog per analizzare assieme a voi alcuni degli eventi, delle dichiarazioni, dei fatti e delle indiscrezioni più importanti che hanno dominato negli ultimi sette giorni le pagine dei siti e dei forum videoludici di mezzo mondo.

Stando a quanto riferito alla Associated Press dai vertici del publisher thailandese di Tropico 5, New Era Games, la giunta militare che governa il Paese ha disposto il blocco dell’importazione, della distribuzione e della vendita su tutto il territorio nazionale del famoso gestionale cittadino di Haemimont Games.

Secondo l’ente governativo thailandese preposto alla censura di film, opere d’arte e contenuti multimediali, infatti, la nuova avventura di El Presidente e dei politici marionetta alle dirette dipendenze del fittizio dittatore dell’arcipelago di Tropico merita di essere bannata perchè “alcune parti del gioco potrebbero mettere a rischio la pace e l’ordine del Paese”.

Evidentemente, dalle parti di Bangkok la satira di un simulatore di repubblica delle banane non può che essere vista con estrema serietà. specie se chi è al governo ha preso lezioni da Penultimo per falsificare le elezioni, mettere la mordacchia ai media, costringere al silenzio i dissidenti, stracciare la Costituzione e piazzare generali di brigata ai vertici delle autorità di controllo.

I colleghi di Kotaku sono riusciti a entrare in possesso di un documento interno di Gamestop che anticipa le mosse che i vertici del famoso rivenditore di videogiochi contano di portare a compimento nelle prossime settimane per semplificare alcune delle regole più importanti della compagnia e attirare il maggior numero di clienti nella fruttuosa finestra commerciale che inizierà in autunno e si protrarrà sino alle prossime vacanze natalizie.

Oltre a una serie di direttive legate alla diminuzione delle fasce di prezzo dei titoli in vendita e a dei processi “tecnici” che si limiteranno a ottimizzare la gestione del personale e dei titoli in catalogo, ciò che interessa maggiormente agli appassionati di videogiochi c’è il fatto che in quest’opera di semplificazione dovrebbe rientrare anche la revisione delle politiche sull’usato: stando sempre al documento in questione, a partire dal 18 agosto Gamestop dovrebbe attuare un rialzo automatico del 20% del prezzo d’acquisto dei titoli di seconda mano riportati in negozio, con un ulteriore incremento del 10% per gli iscritti al programma Gamestop+ o per coloro che opteranno per il bonus da spendere in offerte e promozioni varie.

La valutazione più alta dei videogiochi usati, nelle intenzioni della compagnia, avrà il doppio effetto di aumentare la clientela e di garantire un maggior numero di titoli offerti a prezzo budget sia in negozio che nel relativo portale online. L’iniziativa, a quanto sembra, non si limiterà solo al territorio statunitense ma avrà effetto su tutti i mercati, Italia compresa: staremo a vedere. La console ha molto da offrire e ha titoli incredibili che non possono essere giocati da nessun’altra parte. Il valore aggiuntivo dato alla piattaforma dalla presenza del GamePad non è stato giustificato in maniera esaustiva, ma quando guardo al Wii U penso che abbia un nome orribile e che sia stati proprio questo aspetto ad aver contribuito a tagliarne le vendite ameno della metà.”

In realtà le vendite di Wii U, mantenutesi a livelli pericolosamente bassi per tutto il 2013 e per la prima metà del 2014, sono balzate nell’ultimo periodo solo in ragione del lancio sul mercato di quel capolavoro assoluto dell’intrattenimento digitale che risponde al nome di Mario Kart 8: più che lo scarso appeal dato dal nome della piattaforma, quindi, il buon Adelman dovrebbe incolpare se stesso per non essere riuscito ad attrarre gli sviluppatori indipendenti e i colossi third party nonostante le infinite possibilità creative date dalla presenza del GamePad e dalla compatibilità piena e nativa con i controller e le perifiche principali di Wii.

Ciò che ha infastidito maggiormente gli utenti di Twitch, però, non è stata l’adozione del sistema (resasi necessaria per i medesimi motivi che hanno indotto Google a introdurre una funzione simile su YouTube) ma l’assoluta mancanza di comunicazione da parte della compagnia: entrato in funzione senza alcun preavviso, il sistema sta provocando diversi disservizi e “falsi positivi”, ossia di spezzoni di video con audio azzerato nonostante l’utilizzo dei normalissimi brani della colonna sonora del gioco “fatto oggetto” dello streaming.

Il madornale autogol commesso dai gestori di Twitch introducendo questa funzione senza dare alcuna comunicazione ai propri utenti ha così indotto il presidente e amministratore delegato della compagnia, Emmett Shear, a cospargersi il capo di cenere e chiedere pubbliche scuse su Reddit. Nonostante le scuse di Shear e la promessa che i controlli sull’audio saranno applicati solo ai contenuti on demand e non alle sessioni di live streaming, l’esperienza dei semplici visitatori e dei produttori di contenuti su Twitch continua ad essere depressa e minata dagli inevitabili problemi che accompagnano l’implementazione di un simile sistema di controllo.

La scelta operata di recente dai vertici di Crytek di concentrarsi sulla produzione di titoli online ha indotto David Adams a velocizzare il processo di chiusura degli studi Crytek USA (fino al mese scorso al lavoro su Homefront The Revolution) per dare vita alla nuova casa di sviluppo indipendente dei Gunfire Games.

All’interno dei Gunfire troveranno posto lo stesso Adams (ovviamente nel doppio ruolo di amministratore delegato e sviluppatore capo) e una dozzina di programmatori e designer di sua fiducia, gli stessi sviluppatori che hanno deciso di seguirlo ai Crytek USA dopo la scomparsa degli studi Vigil Games avvenuta a seguito della bancarotta di THQ.

Il primo atto compiuto dai ragazzi di Adams è stato quello di contattare Nordic Games (il publisher attualmente in possesso dell’IP di Darksiders) per capire se ci sono i margini per intraprendere una collaborazione che permetta agli appassionati di questa saga fantasy ruolistica di riabbracciare Morte, Guerra e i Cavalieri dell’Apocalisse che, in linea puramente teorica, dovrebbero essere scelti per il ruolo di protagonisti del prossimo capitolo (ossia Pestilenza e Carestia).
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