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VAL DAONE Ci sono gocce che fanno traboccare i vasi già pieni. La classica goccia è arrivata nel vaso di Maurizio Guerra alcuni giorni fa, e lui si è arrabbiato. Lo fa notare in modo molto civile, con la voce calda e la tipica cantilena veneta, ma non nasconde l’esasperazione che lo prende. Siamo in valle di Daone, la porta meridionale del Parco Adamello Brenta. In località Pracul, nel cuore di questa splendida vallata fasciata di boschi e pascoli, come la definiscono i dépliant turistici, c’è un albergo voluto dall’amministrazione comunale là dove sorgeva una segheria. Non per niente si chiama Vecchia Segheria; ha 32 posti letto e un centinaio di posti a tavola, oltre ad un accogliente bar. Milioni di euro spesi dal Comune per la ristrutturazione e un sacco pieno di speranze per il suo affitto, con bandi andati deserti e l’opposizione che continuava a chiedere notizie su quell’albergo chiuso. Finalmente, il 20 dicembre dell’anno scorso, inaugurazione e via con l’apertura. Ma ora il signor Guerra (imprenditore di Rovigo con un’altra attività a Padova) si lamenta. Ecco la goccia. Nei giorni scorsi racconta il gestore abbiamo avuto l’incontro per il gemellaggio di Daone con la cittadina umbra di Alviano. Voi pensate che il Comune abbia mandato qui a dormire qualcuno della delegazione ospite? Nessuno. Hanno preferito mandarli in un’altra struttura. Nella nostra, che è del Comune, non un pranzo, non una cena, non una camera. E dire che, essendo di proprietà pubblica, l’amministrazione dovrebbe valorizzarla. Questo, a detta di Guerra, è l’ultimo dei casi,
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che io trovo un po’ anomali. Altri? Guardi, io vengo dal Veneto, quindi non conosco le dinamiche di queste terre. Mi dicono che quassù i bresciani non sono molto graditi. Nel mio locale vengono soprattutto forestieri; in compenso non vengono gli abitanti di Daone. Vogliamo sperare che non vi siano imposizioni dall’alto che dicono in quel locale non ci andate. Vogliamo sperarlo. Sa, a volte a pensar male. Noi al Comune di Daone paghiamo l’affitto (ventimila euro all’anno, ndr): star qua e non produrre, o lavorare solo il mese di agosto, non vale la pena. Dalla scarpa di Guerra saltano fuori altri sassolini. Come la fatica fatta perché il Comune attrezzasse il parco davanti all’albergo. La valle si anima d’estate: se non diamo occasioni di divertimento ai bambini. Infine c’è pure qualche lettera anonima, cui peraltro il signor Maurizio non dà gran peso. Folclore locale, probabilmente, esclama. A questo punto Maurizio Guerra, anzi, la MGM, di cui è socio mentre titolare è Gabriella Micheloni , ha inviato al Comune la disdetta dopo meno di un anno dalla vittoria del bando. Io credo insiste che per il Comune sia un danno se ce ne andiamo, perché oggi riscuote, mentre domani, se il locale sarà chiuso, avrà solo spese per la manutenzione. A dirgliela tutta conclude trovo la situazione ingiustificabile. Sa, mettere dei soldi per far funzionare un locale e poi accorgersi che ti boicottano. Ma se ne andrà veramente? Vediamo come si mette nei prossimi mesi. La disdetta è inviata: possiamo ancora ripensarci, è la risposta.
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