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Nel video qui sotto c tutto il traffico aereo del pianeta nelle 24 ore. Se ci fate caso si vede anche l della luce del giorno da est verso ovest. Tantissimi voli, così tanti da sembrare uno sciame di api.

Forse è vedendo questo video che ad un team di ricercatori americani è venuta l di sviluppare un sistema per la collezione di informazioni meteorologiche dagli aerei in volo. Quella delle osservazioni da aeromobile non è affatto una novità, esistono già specifici messaggi meteorologici codificati che contribuiscono ad alimentare la rete osservativa globale, ma si tratta ancora di informazioni raccolte in modo soggettivo, sebbene provenienti dalla strumentazione di bordo. I messaggi vengono infatti trasmessi via radio e successivamente compilati per l nel Global Telecommunication Sistem. Un sistema utile ma non particolarmente efficiente.

Così si è pensato di guardare al sistema GPS, attualmente basato su stazioni satellitari o terrestri, sviluppando un apparato, ora delle dimensioni di un frigorifero, domani di quelle di una scatola da scarpe, che possa essere ospitato facilmente a bordo di velivoli commerciali. Da questo apparato, dovrebbero arrivare misure del profilo verticale dell atmosferica di estrema precisione e, soprattutto, su località e scala spaziale modulabili, in modo da poter essere impiegate secondo necessità, per esempio durante le fasi preliminari dello sviluppo di cicloni tropicali.

Qui sotto, se è di vostro interesse, il comunicato stampa dell dalla quale provengono i ricercatori. Qui, invece, l sul GRL che riassume i risultati preliminari della loro sperimentazione.

E quanto sostiene uno studio pubblicato su Nature da un gruppo di scienziati italiani del CREA. ()

Qui su CM abbiamo dibattuto parecchio di queste tematiche, stigmatizzando le crociate che organizzazioni di produttori e circoli ambientalisti conducevano contro le sperimentazioni di colture transgeniche o OGM, contestando l che queste colture potessero arrecare danni alla salute ed all

Con lo studio di cui ci stiamo occupando queste considerazioni, per cos dire, qualitative, sono state quantificate, sulla base di meta dati ottenuti da studi ambientali, tossicologici ed agronomici, relativi a milioni di ettari di terreni coltivati da ormai 21 anni in tutto il mondo,

I risultati dello studio parlano chiaro: non esistono evidenze di alcun genere che le coltivazioni di mais transgenico ed i prodotti ottenuti da esso, abbiano procurato danni alla salute umana, animale o all

() errata corrige: per un deprecabile errore i ricercatori autori dello studio sono stati indicati come affiliati al CREA. In realt essi sono affiliati alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa. Me ne scuso con le Istituzioni, gli interessati e con i lettori.

Senza mai dimenticare che il tempo non il clima e che siamo in inverno ed normale che in inverno faccia freddo e nevichi, sopratutto in Russia, sono stato colpito dalla notizia diffusa da ANSA, circa una forte nevicata verificatasi a Mosca. Secondo quanto scritto nel lancio, un meteorologo di un centro meteorologico russo avrebbe definito l come la nevicata pi forte degli ultimi cento anni.

Non amo molto il sensazionalismo d riferito alle ondate di calore ed ai nubifragi (alias “bombe d e non cambio opinione per una nevicata un po pi abbondante del solito, ma probabilmente il cambiamento climatico in atto ci riserver anche di queste gelide sorprese per il futuro! ; )

Dipende. Secondo un recente studio pubblicato su Nature, l potrebbe produrre effetti positivi in alcune aree geografiche, negativi in altri contesti. Nei Paesi produttori del Medio Oriente, Nord Africa, Russia ed America Latina la misura avrebbe effetti positivi sul taglio delle emissioni. In altri Paesi (l per esempio) gli effetti sarebbero negativi, in quanto porterebbero ad un aumento del consumo di carbone che, notoriamente, comporta maggiori emissioni di CO2.

Sulla base di uno studio basato su modelli matematici, i ricercatori hanno scoperto che l dei sussidi alle fonti fossili (carbone escluso) comporterebbe, a livello globale, una riduzione delle emissioni di un quarto rispetto a quelle previste dagli accordi di Parigi.

Per risolvere il problema, secondo uno degli autori, sarebbe opportuno tassare la CO2 e, con il ricavato della tassa, sovvenzionare le fasce di popolazione pi deboli.

In attesa dei risultati di un altro studio su questa soluzione, non si pu che restare scettici circa gli esiti (contraddittori, il pi delle volte) di tutte le ricette salvamondiste che ci toccato leggere sulle pi prestigiose riviste scientifiche nell decennio.

La FAO ha comunicato che nel 2017 i livelli delle scorte mondiali di cereali hanno raggiunto il record degli ultimi 16 anni. In un solo anno la produzione di cereali cresciuta dello 1,3% raggiungendo valori assoluti senza precedenti. Il prezzo di tali prodotti rimasto stabile o addirittura diminuito.

Niente male per un mondo in cui il clima sta cambiando e sta cambiando male. A questo punto mi viene un dubbio atroce: come mai la produzione agricola cresce in tutto il mondo, ma in Italia si sente dire che l stata messa in ginocchio dagli eventi estremi connessi al cambiamento climatico?

Dalle news di Le Scienze scopriamo che uno studio pubblicato su Science ha messo in relazione il numero di migranti che sono giunti in Europa con il cambiamento climatico. Assunto che il cambiamento climatico induce i migranti a spostarsi in Europa (a me sembra un ad hoc, ma gli autori dello studio lo danno come un dato di fatto), diventa semplice correlare l della temperatura con il numero di migranti (ma con qualunque altra grandezza crescente in funzione del tempo) e, quindi, proiettare i dati nel futuro prossimo e lontano. “Calcolato” l di temperatura globale sulla base dei vari scenari di emissione IPCC, si scopre, infatti, che il futuro vedr uno spostamento biblico di uomini e donne dal sud al nord del mondo, dalle zone calde a quelle temperate, insomma.

Quale fatto che dovrebbe confermare l ad hoc, si utilizza la crisi siriana indotta (almeno in parte, bont loro) dalla siccit che, a sua volta, non pu che essere una conseguenza del cambiamento climatico globale indotto dall

Di scientifico in tutto questo io non ci vedo assolutamente nulla: una serie di “fatti” che tali non sono, di proiezioni modellistiche, di scenari ipotetici e di luoghi comuni presentati come teoria scientifica. Siamo caduti in basso, ma molto in basso.
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