ugg verdi Cinque preti bresciani in campo per il titolo europeo

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Evangelizzare giocando a pallone è possibile: ne sono convinti i preti che, spogliandosi momentaneamente dell’abito talare per indossare maglietta, pantaloncini e scarpe con i tacchetti, hanno formato la Nazionale italiana dei sacerdoti. L’avventura è iniziata una decina di anni fa, anche se l’associazione sportiva è stata costituita nel 2016, con l’affiliazione al Centro sportivo italiano (Csi); l’obiettivo è di fare solidarietà e veicolare valori di fratellanza attraverso lo sport. Fine nobile ma non scontato, come ha osservato il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ieri, in occasione della presentazione dei campionato europeo di calcetto per sacerdoti che si disputerà, dopo 11 edizioni, la prima volta in Italia, proprio nella nostra città. Per Brescia è un’opportunità di visibilità internazionale che abbiamo colto con favore, anche perché non sempre lo sport, il calcio in particolare, è vettore di sentimenti e valori educativi.

DAL 5 ALL’8 FEBBRAIO scenderanno in campo al San Filippo di Brescia e al centro sportivo Corcione di Gussago 16 squadre, per partite di Futsal (calcio a 5) suddivise in 4 gironi; due tempi di gioco di 10 minuti ciascuno che, per le finali, si allungano a 15 e, in caso di pareggio, subito il passaggio ai rigori. I gironi A (che include l’Italia) e B, così come le semifinali e le finali, sono in programma a Brescia, il C e D a Gussago. In un decennio diverse formazioni di azzurri hanno partecipato al campionato europeo, che l’anno scorso è stato disputato in Croazia e ha visto l’Italia posizionarsi al nono posto. Ci sono state anche amichevoli di beneficenza, come quella del 24 aprile allo stadio di Monteprandone, nelle Marche, in segno di solidarietà per le popolazioni terremotate e, sempre per le vittime del sisma nel centro Italia, quella del 18 giugno giocata proprio a Brescia contro la squadra dei sacerdoti austriaci e conclusasi 4 a 0 per gli azzurri. Fino ad oggi la nazionale italiana non ha vinto nessuna delle edizioni degli europei, ma la speranza oggi è più forte, anche perché si gioca in casa, in molti sensi: non solo 5 giocatori sono bresciani, ma i nostri luoghi sono quelli di Paolo VI e, seppur non geograficamente nella provincia di Brescia, di San Giovanni XXIII. Gli oltre 250 sacerdoti, provenienti da 16 nazioni diverse, visiteranno queste zone, perché il programma non prevede solo partite ma anche turismo, laico e religioso. La prima sfida per l’Italia sarà il 6 febbraio alle 14.25 al San Filippo, contro il Portogallo, campione in carica e che, assieme alla Polonia, più volte ha vinto il campionato. Subito quindi una partita impegnativa per gli azzurri, decisa dalla sorte (o dalla Provvidenza) per mano del sindaco che ha eseguito il sorteggio ieri in occasione della presentazione.
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