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In origine erano nati per scaldare in fretta i piedi dei surfisti nelle giornate più fredde sulle spiagge a ridosso degli oceani. Poi sono stati fatti santi dalle tantissime star hollywoodiane che non perdevano occasione per indossarli nelle occasioni più disparate, entrando di prepotenza nelle scarpiere femminili di tutto il mondo. Gli stivali Ugg, quelli fatti in shearling nei più svariati colori, però, adesso svoltano decisamente verso il lusso e lo fanno scegliendo la Toscana come terra da cui prendere la pelle, i tessuti e la bravura di pellettieri e calzaturieri.

la Ugg Collection, poco più di cinquanta articoli fra calzature e borse che saranno nei negozi di tutto il mondo dal prossimo luglio per la prima stagione di articoli destinati alla moda invernale di quest’anno. Regista dell’operazione è Vasco Paladini, fiorentino, presidente dei buyer italiani che da mesi ormai lavora alla scelta dei materiali e allo stile di una collezione destinata a dare man forte alla crescita dei conti economici del marchio nato in Australia, ma divenuto statunitense quando la Deckers nel 1983 ne ha acquistato i diritti per circa 15mila dollari, più la fornitura di tre paia di stivali all’anno per il resto dei giorni di uno dei soci della Ugg originaria. Vicenda grottesca e un po’ “tafaziana” (e che ha dato origine a una causa legale fra i proprietari del marchio), se si pensa che gli stivali con il pelo sono stati venduti in Europa in 2,1 milioni di esemplari nel 2010 e che per quest’anno la previsione di crescita dovrebbe oscillare tra il 15 e il 25%. Anche grazie alla Ugg Collection, come spiegato dallo stesso Paladini.

I 39 tipi di calzature e i 15 modelli di borse realizzati con la pelle delle concerie di Santa Croce sull’Arno e dintorni, con i tessuti di Prato e con la lavorazione di pellettieri e calzaturieri della provincia di Firenze trasuderanno Made in Italy da ogni cucitura. stata una scelta mirata riprende il buyer e credo che si tratti di un grande riconoscimento per la tradizione toscana. Se un’azienda in forte espansione come Ugg sceglie questo territorio per realizzare una collezione che punta dritta alla fascia alta del mercato vuol dire che qui esistono capacità produttive e qualitative non indifferenti.

Per le aziende coinvolte si tratta di una grande opportunità. Le strepitose vendite degli stivaletti hanno fatto impennare i prezzi della pelle d’agnello negli ultimi anni. In questa nuova collezione ci saranno stivali e calzature con suole in cuoio a zeppa che non saranno duri e rigidi, ma morbidi e imbottiti. Poi il solito shearling che permette al piede di respirare, ma anche la pelle al vegetale, come quella della conceria Il Ponte.

Abbiamo cominciato a lavorare con Ugg qualche mese fa racconta Martina Squarcini, figlia del titolare dell’azienda di Ponte a Cappiano, Fucecchio e credo si tratti davvero di un’ottima fornitura per un cliente che sta andando molto forte sul mercato. Per Ugg conciamo al vegetale fianchi e mezzi vitelli che vengono utilizzati per calzature e borse. Il marchio è una garanzia di cura del particolare e qualità dei materiali. Sta andando molto bene fra i giovani, ma abbraccia una fascia di clientela davvero vasta. In più c’è la soddisfazione di far parte di un progetto che ha scelto il Made in Italy e la Toscana per fare un ulteriore salto di qualità.

L’attesa cresce fra le ragazze e le donne di tutto il mondo per un marchio che nell’ultimo quadrimestre del 2010 ha subito un incremento di vendite pari al 23,8% equivalente al record di 412,8 milioni di dollari

se paragonato ai 333,3 milioni dello stesso periodo nell’anno precedente. Numeri imponenti, specie se si ripensa a quei 15mila dollari e alla fornitura di stivali vita natural durante con cui Deckers ha rilevato il nome degli stivaletti con il pelo rendendoli un fenomeno di moda in tutto il mondo.
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