infradito ugg realizzare il costume di Freija Crescent di Final Fantasy IX

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Nonostante la temperatura atmosferica e le condizioni metereologiche stiano tentando con ogni mezzo di farcene dimenticare, siamo ad aprile: la primavera è iniziata già da un po’ e il calendario di ogni buon coplayer va facendosi sempre più fitto di appuntamenti. Ci siamo appena lasciati alle spalle il Play Cos di Modena e l’edizione primaverile del Romix; veleggiamo di gran carriera verso il Torino Comics (in programma da venerdì 12 a domenica 14 aprile rimanete sintonizzati, lunedì saranno on line le foto del week end) e, a maggio, verso l’edizione primaverile del Festival del Fumetto di Novegro e della finale dell’ICC (acronimo di Italian Cosplay Contest) a Fumettopoli.

E poichè ci apprestiamo a partecipare al principale evento fumettistico Piemontese, ci è parso appropriato interpellare per la nostra rubrica di trucchi e consigli una cosplayer autoctona: Martina Puglisi.

Ciao Martina e benvenuta su Comicsblog! Grazie per aver accettato di darci qualche suggerimento pratico sulla realizzazione i costumi ed accessori. Presentati ai nostri lettori: chi sei, da dove vieni, cosa fai nella vita.

Ciao! Ho 21 anni, sono nata a Grugliasco sotto il segno del capricorno, mi sono diplomata come perito informatico ma al momento sono disoccupata. O meglio, mi arrangio riparando i computer degli amici e lavorando saltuariamente come promoter, figurante per pubblicità o hostess fieristica, sfruttando la fisicità. ma decisamente non è quello che vorrei “fare da grande”. Di recente ho cominciato a collaborare anche con lo Steamboat, primo locale steampunk di Torino, che è al tempo stesso fumetteria, libreria, caffetteria e fucina cosplay. Faccio da ragazza immagine per le serate a tema che organizzano. Si tratta di feste chiuse al pubblico, solo su invito, ci si conosce tutti e ci si diverte un sacco.

Com’è iniziata la tua avventura nel mondo del cosplay?

Ho sempre avuto una grande passione per fumetti, manga, anime (che guardo anche in lingua originale e in alcuni mi identifico) ed ho sempre sognato di visitare il Giappone. Da qui è nato l’amore per il cosplay.

La mia prima volta in cosplay è stata due anni fa, con un costume di Nana molto arrangiato. Da allora frequento assiduamente quasi tutte le fiere! Dei miei costumi solamente uno è stato commissionato: quello di Esther di Trinity Blood che avrei voluto portare due anni fa a Lucca. Pessima esperienza! Sembrava fatto con una zanzariera. E così, nel giro di una notte io e mia sorella abbiamo messo insieme tre costumi molto semplici da portare in fiera e poi, col tempo, abbiamo anche sistemato l’abito di Esther con nuove stoffe e l’aggiunta di accessori in fimo. Abbiamo visto che ce la potevamo cavare ed abbiamo cominciato a fare tutto da sole. Mia sorella, che ha tanta pazienza ed un’ottima manualità, mi aiuta molto ed ogni costume è frutto del nostro lavoro di equipe. Certo spesso sbagliamo, ci tocca rifare le cose da capo, sprechiamo molti materialima stiamo imparando. Lo scorso anno mi è venuto il pallino di vestire i panni di Rosso the Crimson, antagonista di Vincent Valentine in Dirge of Cerberus. Abbiamo realizzato le parti dell’armatura in gomma crepla e realizzato l’arma con materassino, lattice e canaline in vetroresina. Sono stata la prima a stupirmi del fatto di aver vinto il premio per il miglior accessorio a Torino Comics!
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Qual’è stato il cosplay più difficile o particolare da realizzare, qual’è il personaggio con cui ti identifichi maggiormente e quali sono, invece, i costumi che ti vedremo indossare prossimamente?

Il mio cosplay più economico è stato quello di Giulietta, indossato solamente una volta e realizzato con uno scampolo di stoffa pagato 10 Euro. Il più costoso quello di Jessie dei Pokemon, perchè ho dovuto disfare tre parrucche per farne una. Il personaggio con cui mi identifico di più è Nana, in lei mi rivedo anche caratterialmente e quanto a sfortuna sentimentale Per il futuro ho in progetto di realizzare la versione esper di Terra in trance, da Final Fantasy VI, ed un personaggio di Final Fantasy XIII Lightning Returns, in uscita quest’autunno.

Le fasi della lavorazione del cosplay di Freya Crescent da Final Fantasy IX

Alla scorsa edizione di Cartoomics ti abbiamo vista vestire i panni della draghiera Freija (o Freya) Crescent di Burmecia, uno dei personaggi principali di Final Fantasy IX. Per altro facevi parte del gruppo vincitore come Miglior Videogame, complimenti! Hai realizzato tu il costume? Ci racconti come hai fatto?

Per la realizzazione della protesi siamo partite da una maschera di carnevale, usandola come base per modellare con la plastilina la forma del musetto di Freya. Poi abbiamo passato 3 o quattro strati di lattice e carta igienica. La protesi è poi stata rinforzata dall’interno in alcuni punti e colorata con colori ad acqua, non acrilici (mi trovo bene con quelli della Citadel per le miniature, li ho usati anche per dipingere gli stivali di Perona e quelli di Esther). Ho dovuto fare qualche prova a casa prima della fiera perchè soffro un po’ di claustrofobia e passare un’intera giornata con addosso una maschera che mi permetteva a stento di respirare non è stata un’impresa facile!

Per le mani abbiamo usato dei semplici guanti da lavoro e tanto lattice, poi colorato. Le unghie sono state fatte in gomma crepla. Idem per i piedi. All’inizio avevo pensato di usare una paio di scarpe senza il tacco, come quelle di Lady Gaga, ma sono ancora nell’armadio. Poi ho provato a realizzare dei tacchi in resina, in modo che fossero trasparenti ma ho fuso un paio di scarpe. Alla fine ho usato un paio di scarpe da ginnastica comprate in un economico negozio cinese, di quelle con un po’ di zeppa. Ho tolto i velcri davanti e ho modellato le zampe con la carta igienica ed il lattice.

Visto che non ho un reddito fisso e cerco sempre di risparmiare il più possibile, il vestito è stato fatto con il tessuto dei tendaggi per oscurare le finestre. Non sono una sarta, quindi in genere vado nel negozio di tessuti e scampoli da cui mi servo solitamente e compro il cartamodello più simile possibile al vestito che devo realizzaree poi faccio le modifiche del caso. Per esempio, per Freya ho usato i cartamodelli di un cappottino e di un paio di pantaloni carnevaleschi da pirata (che ho rifatto due volte perchè non erano venuti come li volevo).

Lo stendardo è in fodera bordata di ecopelle, la lancia in materassino ricoperto di lattice. Il cappello è in gommapiuma sottile ricoperta con la stessa stoffa utilizzata per il vestito.

Sogni nel cassetto e progetti fututi.

Prima di salutarci, martina, vuoi esprimere un tuo giudizio in generale sul mondo del cosplay?

Faccio cosplay per puro divertimento, non per competitività o esibizionismo. Sono essenzialmente timida, di carattere chiuso, faccio fatica a salire sul palcolo faccio per gioco. A volte vedo cose che mi fanno storcere il naso, ogni tanto qualcosa non va; ma non mi importa. Guardo solo gli aspetti positivi ed evito le polemiche inutili.

Sogni nel cassetto e progetti futuri?

Al momento l’unico sogno che ho per il futuro è quello di ritrovare la serenità, visto che al momento mi sento davvero sfiduciata, e di riuscire a fare il lavoro informatico per il quale ho studiato.

Speriamo davvero tu riesca a raggiungere i tuoi obiettivi Martina! Grazie di cuore per essere stata protagonista della nostra rubrica ed in bocca al lupo per tutto!
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