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Collana: LE PAROLE DI PAPA FRANCESCOIl testo si inserisce nella collana “Le parole di Papa Francesco” e raccoglie tutti gli Angelus, i Regina Caeli e le Catechesi del mercoledì, pronunciate dal Papa dal 1 marzo al 27 settembre 2017. Di seguito un estratto del discorso pronunciato da Papa Francesco nell’Udienza generale di Piazza San Pietro, il 1 marzo 2017: “Possiamo immaginare il Signore Risorto che ci chiama ad uscire dalle nostre tenebre, e noi ci mettiamo in cammino verso di Lui, che è la Luce. Tutto questo cammino è compiuto nella speranza: la speranza di raggiungere la Terra, e proprio in questo senso è un “esodo”, un’uscita dalla schiavitù alla libertà. Un cammino certo impegnativo, come è giusto che sia, perché l’amore è impegnativo, ma un cammino pieno di speranza. Sentendoci parte del popolo santo di Dio, iniziamo con gioia questo cammino di speranza.”

ITALIANI”Ci vuole coraggio per pregare il Padre nostro. Ci vuole coraggio. Dico: mettetevi a dire ‘papà’ e a credere veramente che Dio è il Padre che mi accompagna, mi perdona, mi dà il pane, è attento a tutto ciò che chiedo, mi veste ancora meglio dei fiori di campo. Credere è anche un grande rischio: e se non fosse vero? Osare, osare, ma tutti insieme. Per questo pregare insieme è tanto bello: perché ci aiutiamo l’un l’altro a osare.” Il Padre nostro è la preghiera che racchiude tutte le altre, quella che Gesù stesso ha donato ai suoi discepoli per rispondere alla loro richiesta: “Insegnaci a pregare”. In questo libro, Papa Francesco la illumina versetto per versetto rispondendo alle domande di don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova. Le parole insegnate da Gesù entrano in risonanza con episodi della vita di Jorge Mario Bergoglio, con la sua missione apostolica e con le inquietudini e le speranze delle donne e degli uomini d’oggi, fino a diventare la guida per una vita ricca di senso e di scopo. Ogni capitolo della conversazione si conclude con dei testi di Papa Francesco pronunciati nelle udienze del mercoledì o negli Angelus che approfondiscono e sviluppano temi cruciali come la paternità, la grazia, il perdono, il male. Alla fine, don Marco Pozza porta il Padre nostro dentro il carcere, e lascia che due suoi parrocchiani diano voce al dolore che percorre le loro esistenze e alla loro speranza di misericordia.

Sostare davanti al presepe in compagnia di papa Francesco significa riappropriarsi di sentimenti e simboli di una tradizione millenaria e contemplare quanta speranza c’ in quella gente semplice e generosa che si raccoglie stupita intorno a un bambino.

In questa lunga meditazione, il pontefice rievoca tutti i piccoli e grandi segni luminosi che accendono il mistero dell’Incarnazione: la culla, i pastori, gli angeli, la stella, i Magi, la maternit e la paternit, l’infanzia e la famiglia.

Un Dio che nasce nomade in una mangiatoia, accudito da due genitori profughi e da una folla di poveri ha molto da dire agli uomini e alle donne del terzo millennio. Il Creatore diventato creatura adempie una grande promessa: spogliarsi della propria divinit per condividere in tutto e per tutto le sorti dell’umanit.

Quando si parla di speranza à scrive papa Francesco à, spesso ci si riferisce a ci che non in potere dell’uomo e che non visibile, ma il Natale ci parla di una speranza diversa, una speranza affidabile, visibile e comprensibile, perch fondata sulla vita di un uomo in carne e ossa, storicamente esistito: Ges di Nazareth.

Collana: I PAPI DEL TERZO MILLENNIOIl testo è frutto dell’espressione variegata di un’ampia riflessione meditazione di papa Francesco a partire dalla sacra Scrittura. Non si tratta di una riflessione sviluppata organicamente, ma di frammenti tratti da vari suoi interventi, nati in varie occasioni e qui disposti seguendo il succedersi del Vangelo di Marco. Leggendo queste riflessioni si sente risuonare la Parola ora come luce che illumina la vita quotidiana, ora come invito a uscire e a percorrere cortili scorgendo praterie, guardare frammenti ma contemplare forme.

Papa Francesco ci offre una guida per iniziare un cammino che ci conduce progressivamente non solo a conoscere e ri conoscere Gesù Cristo Figlio di Dio, ma anche a incontrarci con lui non semplicemente come personaggio storico, ma come persona viva che ci viene incontro nel nostro oggi.

GIANFRANCO VENTURI, sacerdote salesiano, ha collaborato alla traduzione interconfessionale della Bibbia e collabora con le maggiori riviste liturgiche italiane.

La tenerezza, la carezza di Dio: sono le espressioni che ritornano più volte in questi discorsi e scritti che, in occasione del Natale, il cardinale Bergoglio rivolge al suo popolo di Buenos Aires. Un invito a ridestare nel cuore lo stupore davanti alla promessa che quel bambino, il figlio, sarà compagno nel cammino, sar sempre accanto a ogni uomo per lenire il dolore delle sue piaghe. L’annuncio di un Dio vicino, che si innamora della nostra piccolezza, che si fa tenerezza per accarezzarci meglio.

Collana: PAROLE PER LO SPIRITOQuesto volume raccoglie tutti i testi in cui papa Francesco ha parlato del diavolo e della sua azione nel mondo, dal 1999 (quando era vescovo di Buenos Aires) a oggi. un’antologia sorprendente, in cui non solo l’attuale Pontefice riflette sull’esistenza del demonio, ma soprattutto fa emergere la sua azione, la sua opera che tocca i vari spazi dell’esistenza quotidiana, sociale, politica: dietro il male del mondo, che colpisce poveri e meno poveri, emergono le ragioni che conducono Bergoglio ad affermare senza alcun dubbio quanto ha fatto scalpore sui media: il diavolo esiste! Affiancando ogni testo del Papa a un brano della tradizione cristiana, Diego Manetti mostra poi come la tematica del lavoro di Satana nel mondo attraversa tutta la storia della Chiesa, dai grandi Padri fino alle dichiarazioni conciliari, ed è raccolta e sintetizzata dallo “spirito pastorale” di comunicazione immediata dal Pontefice argentino. Ne risulta un vademecum che offre una visione concreta dell’azione diabolica e del modo con cui il credente può comunque guardare alla salvezza, come è nello stile di papa Francesco, più che una demonologia teorica.

“Ho faccia tosta, ma sono anche timido. A Buenos Aires avevo un po’ timore dei giornalisti. Pensavo che avrebbero potuto mettermi in difficoltà e per questo non davo interviste.” Così comincia il nuovo libro di Papa Francesco, la migliore dimostrazione che Jorge Mario Bergoglio non solo ha superato quell’antica diffidenza, ma anzi attribuisce un’importanza speciale proprio agli incontri con la gente, alle conversazioni, alle interviste: “mi piace guardare le persone negli occhi e rispondere alle domande con sincerità” e “in modo spontaneo, in una conversazione che voglio sia comprensibile, e non con formule rigide. Uso anche un linguaggio semplice, popolare. Per me le interviste sono un dialogo, non una lezione”. Come scrive Antonio Spadaro nell’introduzione, lo scopo del Papa non è “offrire definizioni e sentenze ma avvicinarsi all’inquietudine dell’interlocutore”. Uno scopo pastorale, dunque, e le conversazioni raccolte in questo volume toccano i temi essenziali di un pontificato che si avvia a compiere cinque anni: il bisogno di raggiungere le periferie dell’esistenza, di superare gli steccati, di camminare e lavorare insieme, di fare “teologia in ginocchio” (cioè attraverso la preghiera) e di avere “fiuto del soprannaturale”, cioè “senso del divino e del diabolico”. “Desidero una Chiesa che sappia inserirsi nelle conversazioni degli uomini, che sappia dialogare. la Chiesa di Emmaus, in cui il Signore ‘intervista’ i discepoli che camminano scoraggiati. Per me l’intervista è parte di questa conversazione della Chiesa con gli uomini d’oggi”.
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