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Due nuove operazioni attraverso i consorzi di garanzia fidi, con il supporto di Cassa del Trentino e Trentino Sviluppo, potrebbero portare alle imprese trentine liquidità per 230 milioni di euro. Le nuove iniziative sono state esaminate ieri dal Comitato tecnico del credito, istituito tra Provincia, banche e Confidi, e saranno ora portate alla giunta provinciale per le decisioni di competenza. Il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha però già assicurato che la giunta si impegnerà anche in questo caso a intervenire tempestivamente sulla linea delle proposte formulate dal Tavolo.

All’incontro erano presenti, fra gli altri, i dirigenti provinciali Dalmonego, Spagni, Nicoletti e Moser, Bertoli per Cassa del Trentino, per le banche Bagozzi (Cassa Centrale), Calabrò e Cristoforetti (Btb), Carazzai e Inama (Unicredit), Scarpa e Pellizzari (Mediocredito Trentino Alto Adige), per i Confidi Anzelini (Confidimpresa), Nardelli (Cooperativa Artigiana di Garanzia), Grassi (Cooperfidi) e inoltre per le altre società provinciali Ramus (Tecnofin Trentina), Laner e Robol (Trentino Sviluppo).

La riunione ha fatto il punto sulla situazione generale della finanza d’impresa in Trentino. L’attuale situazione di profonda crisi in cui versa l’economia internazionale e che colpisce anche il tessuto imprenditoriale trentino ha avuto effetti sul fronte finanziario, riducendo i margini di liquidità a disposizione delle imprese, anche in conseguenza di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito.

D’altra parte,
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le imprese che hanno portato a compimento investimenti in questi ultimi anni hanno dovuto scontare margini economici significativamente inferiori a quanto stimato all’avvio degli investimenti stessi: in molti casi, le imprese pur avendo profondamente innovato o migliorato la propria offerta di prodotti o di servizi attraverso rilevanti investimenti, non godono di flussi sufficienti a garantire la copertura delle fonti finanziarie. Tali criticità, aggravate dalla fase di recessione che attraversa la nostra economia, hanno determinato situazioni problematiche anche con riguardo al capitale circolante.

Per fare fronte a tale situazione, la giunta provinciale ha richiesto uno specifico approfondimento al Comitato tecnico del credito per definire gli opportuni interventi. Il Comitato ha individuato alcuni strumenti da attivare in tempi brevi, primo dei quali il potenziamento dei fondi rischi esistenti presso i Confidi.

L’incremento sarà destinato in particolare ai finanziamenti garantiti con il sistema della cappatura, che prevedono un fondo monetario cap che rappresenta il massimale delle eventuali perdite che andranno risarcite, calcolato in percentuale del totale dei finanziamenti. Un primo accordo su tali garanzie rafforzate è stato concluso poche settimane fa da Confidi e Casse Rurali, seguito poi da un accordo analogo con Unicredit.

L’incremento, in ragione del 6,5% dei finanziamenti stessi, porterà l’entità del fondo al 10% del finanziato. La spesa stimata a carico della Provincia per tale incremento è pari a circa 10 milioni che consentirà di mobilitare 150 milioni di credito con relative nuove garanzie.

La seconda misura individuata riguarda la promozione di interventi di leaseback (acquisto dell’immobile aziendale e contestuale disponibilità dello stesso all’azienda a fronte del pagamento di un canone annuale e del riscatto finale) per fornire la liquidità necessaria alle imprese per finanziare nuovi investimenti, oltrechè per coprire, almeno parzialmente, esigenze di incremento del capitale circolante. La proposta è innovativa perché prevede che l’operazione sopra descritta venga perfezionata da società di leasing, e non da Trentino Sviluppo come in precedenza, quindi con finanza privata. I Confidi a loro volta garantiranno il 50% del canone leasing nel mentre Trentino Sviluppo potrà accompagnare le operazioni.

L’attivazione di questo strumento richiede la costituzione di uno specifico fondo da parte della Provincia da destinare ai Confidi. Per accedere allo strumento si rende necessario che le imprese presentino conti tendenzialmente in equilibrio per sostenere progetti di sviluppo. Per effettuare operazioni di leaseback pari a 80 milioni, importo risultante da una analisi preliminare sull’effettivo fabbisogno, l’importo da destinare ai Confidi viene quantificato in 4 milioni. Sarà valutata, infine,
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l’opportunità di adottare strumenti che consentano la riduzione dell’onerosità delle garanzie prestate dai Confidi. F. Ter.